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Analisi del sangue: come prepararsi?

Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsati
da comportamenti errati. Per esempio, evitare bruschi cambiamenti della dieta abituale.

Leggi un estratto dell’intervista rilasciata dal dottor Francesco Milone, responsabile della Cardiologia di Humanitas Gradenigo, alla rivista BenEssere.

Esistono precauzioni da adottare prima delle analisi di laboratorio?

«Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. «Lo scopo di molti esami è valutare lo stato di salute generale e verificare se il proprio stile di vita e alimentare rappresenta un fattore di rischio per numerose malattie, per cui un temporaneo “cambio di rotta” può falsare non soltanto i risultati di laboratorio, ma anche le considerazioni
cliniche che ne derivano».

La sera prima delle analisi del sangue si devono evitare alcuni alimenti?

La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena. Anche in questo caso sarebbe controproducente modificare all’ultimo minuto le abitudini per rendere il menù sano e bilanciato in modo da ottenere risultati più favorevoli, salvo poi tornare alla normalità subito dopo le analisi.

Prima delle analisi del sangue bisogna sospendere alcuni farmaci?

Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica.

Antiaggreganti o anticoagulanti non vanno sospesi, ma va segnalata la loro assunzione a chi effettua il prelievo, in modo da limitare il rischio di ematoma in sede di puntura, per esempio effettuando una compressione più prolungata
dopo l’esame.

Fa eccezione a questa regola il diabete. Come sottolinea uno studio pubblicato nel 2018 sull’International
journal of endocrinology, assumere i farmaci per il diabete senza mangiare nulla (per osservare il digiuno raccomandato
di 8-12 ore) può causare un evento ipoglicemico – con capogiri, sudorazione, stato confusionale, fino allo svenimento – durante la guida da o verso il laboratorio di analisi, mettendo a rischio la propria e altrui incolumità.
La glicemia, quindi, va misurata al mattino, dopo almeno 8 ore di digiuno, senza aver assunto farmaci ipoglicemizzanti
e, in particolare, l’insulina.

Va ricordato, comunque, che un dato ancora più attendibile della glicemia, sia nella diagnosi sia nel follow-up del
diabete, è la cosiddetta emoglobina glicata, che indica il compenso glicemico degli ultimi tre mesi.

Il fumo influenza l’esito delle analisi del sangue?

È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.

L’attività fisica può influenzare l’esito delle analisi del sangue?

L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.
«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviata
in Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel
cervello», spiega il dottor Milone. Un suo rialzo nel sangue può essere legato a molteplici cause, come malattie muscolari o infarto del miocardio (in questo caso, viene dosato il Cpk-Mb, che permette di distinguere tra quello di origine cardiaca e quello muscolare); in altri casi, invece, l’aumento del Cpk può essere secondario alla terapia con statine, farmaci assunti per abbassare il colesterolo.

Nessuna controindicazione, invece, per le camminate o per un blando esercizio, seppure nelle persone poco allenate anche piccoli sforzi possano alterare alcuni parametri biochimici.

Non mi sento bene, è meglio rimandare il prelievo?

Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea. «Tutte le condizioni che comportano
disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamo
disidratati, il sangue diventa più denso.
Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme». Lo stesso
vale, ovviamente, per tutto ciò che implica una sudorazione profusa, come la sauna: meglio evitarla nei giorni
precedenti ai prelievi ematici.