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Lussazione alla spalla e sport: cos’è, cosa fare, quando serve l’intervento?

La lussazione della spalla è uno degli infortuni più comuni tra chi pratica sport, soprattutto quelli che espongono a cadute o movimenti ampi del braccio sopra la testa. In alcuni casi, la lussazione può essere un episodio isolato, ma in altri tende a ripetersi, diventando un problema cronico che limita l’attività sportiva e la qualità di vita.

Ne parliamo con il dottor Ferdinando Tosto, ortopedico di Humanitas Gradenigo

Sport e lussazione: cos’è e quali sono le cause?

La spalla è un’articolazione estremamente mobile, che consente movimenti ampi e complessi che, però, la rendono anche più vulnerabile a lussazioni rispetto ad altre articolazioni. Si parla di lussazione quando la testa dell’omero, cioè la parte superiore dell’osso del braccio, esce dalla sua sede naturale, una piccola cavità della scapola chiamata glena. Nella maggior parte dei casi, la lussazione è anteriore, cioè l’omero si sposta in avanti e la spalla fuoriesce anteriormente; più raramente invece, la lussazione può avvenire posteriormente o verso il basso.

La lussazione della spalla è particolarmente frequente negli sportivi perché molte attività espongono l’articolazione a:

  • traumi diretti (sport da contatto)
  • movimenti bruschi o ripetitivi sopra la testa (arrampicata, pallavolo, tennis).

Dopo un primo episodio di lussazione, la spalla può diventare più instabile, ovvero i tessuti che stabilizzano l’articolazione (capsula, legamenti, cercine) possono risultare danneggiati, facilitando nuove lussazioni anche con traumi a bassa intensità (o in assenza di traumi).

Quali sono i sintomi della lussazione?

La lussazione della spalla è generalmente evidente perchè la spalla fuoriesce dalla sua sede naturale. I sintomi tipici possono includere:

  • dolore intenso e improvviso
  • difficoltà o impossibilità a muovere il braccio
  • deformità visibile della spalla
  • sensazione che “la spalla sia uscita”.

In alcuni casi si possono avvertire formicolii o una riduzione della sensibilità, segni che indicano un possibile coinvolgimento dei nervi.

Lussazione: cosa fare subito?

La prima cosa da fare in caso di lussazione è immobilizzare il braccio e evitare qualsiasi tentativo di rimettere la spalla “a posto” autonomamente. Infatti, manovre non corrette possono peggiorare la situazione e provocare danni alle strutture di stabilizzazione della spalla.

È consigliabile invece:

  • applicare ghiaccio per ridurre dolore e gonfiore
  • mantenere il braccio fermo
  • recarsi rapidamente in Pronto Soccorso.

La riduzione della lussazione deve essere eseguita da personale sanitario, spesso con l’aiuto di farmaci per controllare il dolore e rilassare la muscolatura.

Una volta riposizionata la spalla, e dopo una fase iniziale di immobilizzazione, è fondamentale intraprendere un percorso di fisioterapia personalizzato per recuperare il movimento, ma soprattutto rinforzare i muscoli che stabilizzano la spalla, riducendo il rischio di recidive.

Quando serve l’intervento chirurgico?

In molti casi, soprattutto dopo un primo episodio, lo sportivo può recuperare la stabilità e funzionalità della spalla con il trattamento conservativo. Tuttavia, la chirurgia viene presa in considerazione in presenza di:

  • lussazioni che si ripetono nel tempo (recidive)
  • pazienti giovani e sportivi, più esposti al rischio di recidiva, anche dopo solo un singolo episodio
  • presenza di lesioni dei tessuti stabilizzatori della spalla
  • danni ossei associati.

L’obiettivo dell’intervento è rendere la spalla più stabile, riducendo il rischio che la lussazione si ripresenti. Oggi, nella maggior parte dei casi, si utilizzano tecniche artroscopiche o mini invasive, che permettono di riparare i tessuti con incisioni molto piccole e tempi di recupero più rapidi rispetto alla chirurgia tradizionale.

Il ritorno all’attività sportiva dipende dal tipo di sport praticato e dal tipo di trattamento effettuato, ma in genere avviene dopo 4-6 mesi.

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