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Lesione del legamento crociato negli sportivi: sintomi, diagnosi e recupero

La rottura del legamento crociato anteriore (LCA) è uno degli infortuni più temuti dagli sportivi, soprattutto da chi pratica calcio, basket, sci o pallavolo. L’impatto di una lesione del LCA sul movimento e sulle performance sportive può essere immediato e drastico. Seguire un percorso di terapia e recupero mirato è necessario per tornare al livello sportivo precedente il trauma.

Ne parliamo con il dottor Matteo Schirò, ortopedico di Humanitas Gradenigo.

Cos’è come accade una lesione del legamento crociato?

Nel ginocchio, il legamento crociato anteriore ha il compito di stabilizzare l’articolazione, soprattutto durante movimenti di rotazione, cambi di direzione e salti. Negli sport ad alta intensità, il legamento crociato anteriore è sottoposto a sollecitazioni continue; può bastare un cambio di direzione improvviso o un atterraggio mal controllato per provocare una lesione o, nei casi più gravi, la rottura del LCA.

Poiché l’energia traumatica necessaria a provocare la rottura del LCA è generalmente elevata, la lesione si associa frequentemente a danni meniscali e ad altre strutture dell’articolazione, che possono contribuire all’instabilità del ginocchio.

Lesione LCA: quali sono i sintomi negli sportivi

Gli sportivi che presentano rottura del LCA descrivono spesso un rumore secco o “schiocco” durante il movimento, seguito da dolore intenso e immediato gonfiore dell’articolazione. In campo, lo sportivo può avvertire l’impossibilità a proseguire l’attività, con il ginocchio che sembra “cedere” al primo appoggio.

Nei giorni successivi il trauma, il dolore può diminuire, ma la sensazione di instabilità rimane, rendendo rischioso ogni gesto sportivo.

La visita dell’ortopedico, completata dalla risonanza magnetica, consente di valutare l’entità della lesione e la presenza di lesioni associate, informazioni decisive per pianificare il trattamento e, di conseguenza, il ritorno allo sport.

Terapie e percorso di recupero per lo sportivo

Negli atleti, e nelle persone giovani e attive, la ricostruzione chirurgica del legamento crociato anteriore è spesso l’opzione di terapia più indicata, poiché il legamento rotto non si ripara spontaneamente. L’intervento, che si effettua in genere in artroscopica, utilizza un innesto tendineo prelevato dallo stesso atleta per sostituire il legamento lesionato, ripristinando stabilità e funzione articolare. Le lesioni associate sono trattate contestualmente per migliorare l’esito funzionale sia in termini di stabilità, sia in termini di prognosi a lungo termine.

Il recupero post-operatorio con fisioterapia precoce lavora su mobilità, forza e controllo neuromuscolare, con esercizi progressivi che riproducono le sollecitazioni tipiche dello sport praticato.

Il ritorno alle competizioni avviene generalmente tra sei e otto mesi dopo l’intervento, ma deve essere valutato caso per caso, assicurando che il ginocchio sia stabile, forte e pronto a reggere carichi e movimenti complessi, riducendo il rischio di nuove lesioni.

Ortopedia E Traumatologia
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