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Pavimento pelvico: come cambia con l’età e quali trattamenti funzionano

Dolore, alterazioni della funzione urinaria, conseguenze di gravidanza e parto o problemi prostatici rappresentano solo alcune delle situazioni più frequenti, con un impatto variabile sulla quotidianità. In tutti i casi, il trattamento più efficace nasce da una valutazione attenta e personalizzata, che permetta di individuare le reali cause del problema.

Il pavimento pelvico è una struttura fondamentale per la salute femminile e maschile in tutte le fasi della vita, perché mantiene nella posizione corretta gli organi pelvici anteriori (vescica, uretra), mediani (utero e vagina nelle donne) e posteriori (ano-retto), partecipando attivamente alle loro funzioni. Non si tratta di una struttura “statica”, ma cambia nel tempo e può indebolirsi o modificarsi per diversi motivi.

Ormoni, stile di vita, attività fisica e momenti particolari della vita – come gravidanza, parto e menopausa nella donna oppure problemi prostatici e interventi chirurgici nell’uomo – possono influenzarne il funzionamento. Per questo ogni situazione va valutata in modo individuale, così da scegliere un trattamento adeguato all’età e alle condizioni della persona.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Martina Chiesa, coordinatrice della Fisioterapia e specialista in Riabilitazione del pavimento pelvico presso Humanitas Medical Care Principe Oddone a Torino.

Quali problematiche possono interessare la donna in età fertile?

Nella donna giovane, in età fertile, i disturbi del pavimento pelvico possono essere sia di tipo doloroso sia di tipo funzionale, cioè legati a un’alterazione del corretto funzionamento dei muscoli e dei tessuti che sostengono gli organi pelvici e che regolano funzioni come la minzione, la sessualità e il controllo muscolare.

Ad esempio, patologie come l’endometriosi, provocando dolore pelvico, portano a un aumento della tensione dei muscoli del pavimento pelvico, detta ipertono, con conseguente dolore durante i rapporti. Un’altra situazione frequente è rappresentata dalle infezioni ricorrenti, come cistiti o candida, che oltre ai sintomi urinari possono rendere dolorosi i rapporti sessuali o creare difficoltà nella penetrazione.

Esistono poi condizioni più specifiche come vulvodinia e vestibolodinia, in cui il dolore non è legato a un’infezione attiva, ma a una sensibilità alterata dei tessuti e delle terminazioni nervose della zona vulvare. Si tratta di quadri complessi, che spesso richiedono un approccio multidisciplinare per essere affrontati in modo efficace.

Qual è il ruolo della gravidanza e del post parto?

La gravidanza è una fase in cui il pavimento pelvico è sottoposto a cambiamenti importanti, perché deve sostenere un peso crescente e adattarsi alle modifiche del corpo. Durante i nove mesi possono comparire dolori nella zona pelvica o al coccige e, in alcuni casi, anche piccole perdite urinarie, che spesso sono temporanee e legate proprio all’aumento delle pressioni interne.

Nel periodo dopo il parto, il pavimento pelvico può aver subito uno stress significativo. È quindi possibile la presenza di incontinenza urinaria o dolore pelvico, condizioni che nella maggior parte dei casi tendono a migliorare nel tempo ma che possono trarre beneficio da un percorso riabilitativo mirato. Anche eventuali esiti del parto, come lacerazioni o episiotomia, possono influenzare il recupero dei tessuti e rendere utile un intervento specifico per favorire la ripresa della funzionalità e del benessere, anche nella sfera intima.

Cosa accade nella fase peri-menopausale e in età avanzata?

Con l’avvicinarsi della menopausa e nelle fasi successive, il pavimento pelvico può andare incontro a un progressivo indebolimento legato soprattutto ai cambiamenti ormonali, in particolare alla riduzione degli estrogeni, che influenzano elasticità e tono dei tessuti.

In questa fase diventano più frequenti disturbi come il prolasso degli organi pelvici, cioè la discesa di vescica, utero o altri organi verso il basso, e l’incontinenza urinaria, che può comparire o peggiorare nel tempo. Nei casi più lievi la riabilitazione del pavimento pelvico può portare a miglioramenti importanti, mentre nelle situazioni più avanzate può essere necessario affiancare anche un trattamento chirurgico.

Anche in età più avanzata, seppure con margini di recupero più graduali, la riabilitazione può comunque contribuire a ridurre i sintomi e a migliorare la qualità di vita, aiutando la persona a mantenere una buona autonomia nelle attività quotidiane.

Quali sono le principali problematiche nell’uomo?

Nell’uomo giovane i disturbi del pavimento pelvico sono meno frequenti rispetto alla donna, ma possono comunque comparire. Le cause più comuni sono infezioni o infiammazioni delle vie urinarie oppure traumi, anche legati all’attività sportiva intensa. In questa fascia di età possono presentarsi anche disturbi della sfera sessuale, che rientrano tra le possibili manifestazioni di un’alterazione della funzione del pavimento pelvico.

In età adulta, invece, l’attenzione si concentra soprattutto sulla prostata. Condizioni come le prostatiti croniche o gli esiti di interventi chirurgici possono influire sia sulla minzione sia sul controllo della continenza urinaria. Anche il dolore pelvico e alcune disfunzioni sessuali possono essere presenti, ma con una frequenza generalmente inferiore rispetto alla popolazione femminile.

Quali trattamenti sono più efficaci?

Il trattamento dei disturbi del pavimento pelvico si basa oggi su un approccio personalizzato e multidisciplinare, perché non esiste una soluzione unica valida per tutti. La riabilitazione rappresenta uno dei pilastri principali e può includere esercizi specifici, terapia manuale, tecniche di rieducazione e fisiche che aiutano a migliorare il controllo e la funzionalità dei muscoli coinvolti. Spesso viene affiancata anche da indicazioni pratiche legate alle abitudini quotidiane, come postura, respirazione e gestione degli sforzi.

Nei casi più complessi è fondamentale la collaborazione tra diverse figure specialistiche, come fisioterapista, ginecologo e urologo, a cui possono aggiungersi, quando necessario, anche specialisti del dolore o supporto psicologico. L’efficacia del percorso dipende molto dalla precocità con cui si interviene e dalla costanza con cui viene seguito.

Un errore frequente è quello di affidarsi a esercizi o consigli trovati online senza una valutazione adeguata: non tutti i programmi sono adatti a tutte le situazioni e, in alcuni casi, possono anche peggiorare i sintomi. Lo stesso vale per integratori o rimedi generici, che devono sempre essere valutati in base alla reale causa del problema. Per questo, la scelta più sicura resta quella di un percorso guidato da professionisti qualificati.

Un centro specializzato

Per prendersi cura in modo efficace dei disturbi del pavimento pelvico è fondamentale affidarsi a centri specializzati, in grado di offrire un approccio completo e personalizzato. Il percorso non si limita alla singola visita, ma integra valutazione clinica, riabilitazione e collaborazione tra diversi specialisti, così da costruire una presa in carico realmente su misura per ogni paziente.

In questo contesto, Humanitas Medical Care Principe Oddone a Torino rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle principali problematiche legate al pavimento pelvico. Qui l’approccio multidisciplinare è centrale: professionisti come fisioterapista, urologo, ginecologo, terapista del dolore e psicologo lavorano in sinergia per garantire una presa in carico completa e personalizzata della persona.

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