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Quando lo stile di vita incide sul mal di schiena?

Sappiamo tutti ormai che il mal di schiena non è quasi mai il risultato di un singolo evento, ma soprattutto del ripetersi di abitudini quotidiane non molto corrette. Quelle che, apparentemente innocue, possono generare carichi molto elevati sulla colonna vertebrale, che poi nel tempo diventano difficili da sostenere.

Nella maggioranza dei casi (circa il 95%) il mal di schiena non è causato da patologie della colonna vertebrale, ma da un uso scorretto e ripetuto nel tempo. In altre parole: la schiena fa male non perché è “malata”, ma perché viene maltrattata, usata scorrettamente o ancora esposta a fattori di rischio.

Con il dottor Carlo Mariconda, direttore della Struttura Complessa di Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas Gradenigo, parliamo di stili di vita che possono compromettere la salute della schiana.

Restare in piedi fermi troppo a lungo

Quando siamo in posizione eretta, la colonna vertebrale lavora continuamente per sostenere il peso del corpo. In questa condizione, la zona lombare gestisce un carico che si aggira intorno agli 80 kg. Il problema nasce quando questa posizione diventa statica e prolungata, perché la schiena è progettata per muoversi e variare continuamente i carichi. Se rimaniamo fermi, lo stesso peso continua a gravare sempre sugli stessi punti, senza alcuna possibilità di scarico o alternanza.

A rendere tutto più impegnativo contribuiscono anche i piccoli adattamenti posturali inconsapevoli che facciamo durante la giornata. Senza accorgercene, tendiamo a irrigidirci o a mantenere posizioni sempre uguali quando ci concentriamo su ciò che stiamo facendo.

Per ridurre il sovraccarico è fondamentale non restare mai completamente fermi: anche piccoli spostamenti del peso da una gamba all’altra aiutano a scaricare la colonna. Inoltre, è utile interrompere periodicamente l’attività, anche solo per pochi secondi, e cambiare posizione o appoggio, così da permettere alla schiena di alternare i carichi e non lavorare sempre sugli stessi punti. A questo scopo, per esempio, può essere utile adottare uno sgabello basso, sul quale appoggiare alternativamente il piede destro e sinistro, quando siamo intenti a stirare.

Fare un uso scorretto dei dispositivi digitali

Oltre alla zona lombare, un altro tratto della colonna vertebrale particolarmente esposto nella vita moderna è quello cervicale. Se la schiena soffre per posture scorrette in piedi o da seduti, la zona cervicale è sempre più sollecitata dall’uso quotidiano e prolungato dei dispositivi digitali.

Smartphone, tablet e computer hanno introdotto una postura ormai diventata abituale: il capo inclinato in avanti e lo sguardo rivolto verso il basso. Questa posizione, ripetuta per molte ore al giorno, impedisce alla testa di restare “in asse” con la colonna e la sposta in avanti, creando una leva sfavorevole per le vertebre del collo.

Il problema non è soltanto il fastidio o la rigidità che si avverte nell’immediato, ma l’effetto cumulativo nel tempo. Quando questa postura diventa costante, la naturale curvatura cervicale può progressivamente modificarsi, riducendosi o appiattendosi, con una maggiore fatica per i muscoli e le strutture di sostegno.

Per ridurre questo sovraccarico è fondamentale alzare lo sguardo ogni tanto, evitare di mantenere il collo fisso in flessione e portare lo schermo – quando possibile – a un’altezza più vicina alla linea degli occhi. Anche piccole pause frequenti aiutano a “resettare” la tensione cervicale e a prevenire l’abitudine a una postura che, nel tempo, può diventare strutturale.

Fumare sigarette

I danni del fumo di sigaretta non riguardano solo l’apparato respiratorio o cardiovascolare, ma anche la colonna vertebrale. I dischi intervertebrali non sono direttamente vascolarizzati: si nutrono attraverso scambi con i tessuti circostanti e dipendono quindi da una buona qualità della circolazione.

Il fumo altera questo meccanismo, riducendo l’ossigenazione dei tessuti e rallentando i processi di nutrimento e rigenerazione. Nel tempo, i dischi tendono a perdere elasticità e idratazione, diventando meno efficienti nel gestire i carichi e gli stress quotidiani a cui la schiena è sottoposta.

Si tratta di un danno progressivo e poco percepibile nell’immediato, ma che contribuisce a rendere la colonna più fragile e meno resistente, soprattutto quando si somma ad altri fattori come posture scorrette o sovraccarichi ripetuti.

Non curare l’alimentazione

Il peso corporeo è uno dei fattori più diretti che influenzano il lavoro della schiena. Ogni incremento di massa corporea si traduce automaticamente in un aumento del carico che la colonna vertebrale deve sostenere ogni giorno, sia in posizione eretta sia durante i movimenti.

Questo significa che vertebre e dischi intervertebrali si trovano a gestire una pressione costante più elevata, con un maggiore consumo delle strutture di sostegno.

Il problema è spesso amplificato dal fatto che il sovrappeso si associa a una riduzione dell’attività fisica, creando un circolo vizioso: meno movimento significa minore stabilità muscolare e quindi maggiore stress sulla colonna. Curare la dieta quotidiana e mantenere un peso corporeo adeguato non è solo una questione estetica o generale di salute, ma una vera forma di protezione per la schiena. Anche una riduzione moderata del peso, quando necessaria, può alleggerire in modo significativo il carico quotidiano sulla colonna vertebrale.

Il centro specializzato

Il Centro di cura del Mal di Schiena di Humanitas Gradenigo è dedicato non soltanto alla gestione del dolore, ma soprattutto alla sua prevenzione.

Il percorso è pensato anche per chi non ha mai avuto problemi importanti o per chi presenta episodi iniziali e intermittenti, quei disturbi lievi che tendono a comparire e poi scomparire, ma che spesso rappresentano il primo segnale di un sovraccarico della colonna. L’obiettivo è intercettare precocemente queste condizioni, prima che diventino più strutturate o ricorrenti.

La valutazione, completa e funzionale, si basa su tre aspetti principali: la qualità della muscolatura profonda che stabilizza la colonna, la capacità di percezione del contatto del corpo con le superfici di appoggio e la propriocezione, cioè la consapevolezza della posizione del corpo nello spazio. Questi elementi permettono di capire quanto la schiena sia efficiente nel gestire i carichi quotidiani e quanto, invece, possa essere esposta a sovraccarichi.

Nei casi più complessi, il centro adotta un approccio multidisciplinare che coinvolge diverse figure specialistiche, così da costruire una valutazione integrata e un percorso di cura personalizzato. Un modello che unisce prevenzione, diagnosi e trattamento, con l’obiettivo di migliorare concretamente la salute della colonna vertebrale nel tempo.

Medicina Fisica E Riabilitazione
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