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Chirurgia bariatrica: interventi e indicazioni

La chirurgia bariatrica è una delle opzioni nel trattamento dell’obesità. Tuttavia, non si tratta solo di un intervento per perdere peso, ma anche per migliorare lo stato di salute complessivo della persona con obesità, dal momento che permette di ridurre il rischio di malattie come diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari. Infatti, il termine chirurgia bariatrica viene sempre più spesso sostituito con il più corretto chirurgia metabolica, proprio per sottolineare come questi interventi agiscano su meccanismi complessi che vanno ben oltre il dimagrimento.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Luca Grasso, chirurgo generale e di chirurgia bariatrica di Humanitas Gradenigo.

Quando è indicata la chirurgia bariatrica?

La decisione di ricorrere alla chirurgia bariatrica o metabolica segue criteri definiti a livello internazionale. In linea generale, è indicata in persone adulte, tra i 18-20 e i 65 anni, con obesità severa oppure con un eccesso di peso associato a patologie correlate. Nelle persone giovani, soprattutto sotto i 20 anni, l’indicazione alla chirurgia è più rara e viene valutata con maggiore cautela, privilegiando inizialmente percorsi nutrizionali ed endocrinologici.

In particolare, l’intervento di chirurgia metabolica è indicato quando l’indice di massa corporea (IMC o BMI) è superiore a 40, oppure quando supera 35 in presenza di condizioni come diabete di tipo 2, pressione alta o problemi articolari legati al sovraccarico. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante perché sottolinea il fatto che l’obesità ha un impatto sulla salute della persona: in alcuni casi, infatti, è proprio la presenza di un diabete difficile da controllare a orientare verso la chirurgia bariatrica.

Un percorso prima dell’intervento

La chirurgia bariatrica non è un atto isolato, ma l’ultima tappa di un percorso articolato. Tutto inizia con una visita specialistica, durante la quale vengono analizzati lo stile di vita, la storia del peso e la presenza di eventuali patologie associate.

Se emerge una possibile indicazione chirurgica, il paziente viene indirizzato a una serie di accertamenti necessari per definire il quadro clinico in modo completo. Tra questi rientrano esami del sangue, gastroscopia e valutazioni specialistiche, in particolare endocrinologica e nutrizionale.

Un passaggio fondamentale è rappresentato anche dalla valutazione psicologica o psichiatrica. Non si tratta di un ostacolo, ma di uno strumento utile per comprendere meglio il rapporto con il cibo e per escludere disturbi del comportamento alimentare che potrebbero compromettere il successo dell’intervento.

Il ruolo della dietista è centrale: la chirurgia funziona davvero solo se il paziente è accompagnato in un cambiamento stabile delle abitudini alimentari, prima e dopo l’intervento.

Le tecniche chirurgiche più utilizzate

Le tecniche di chirurgia bariatrica oggi più sicure e praticate sono la sleeve gastrectomy e il bypass gastrico.

La sleeve gastrectomy è l’intervento più diffuso. Consiste nella rimozione di una parte dello stomaco, che viene trasformato in una struttura più stretta, simile a un tubo. Questo comporta:

  • una riduzione significativa della quantità di cibo che può essere ingerita
  • una più rapida sensazione di sazietà – la porzione di stomaco che viene asportata è infatti coinvolta nella produzione di ormoni legati alla fame e la loro riduzione contribuisce a far si avverta un minore appetito.

Si tratta di un intervento con un buon profilo di sicurezza ed efficace sia sul peso sia sul metabolismo. L’intervento si esegue in anestesia generale e prevede 1-2 giorni di ricovero in ospedale. Nella maggior parte dei casi, la necessità di integrazione vitaminica dopo la chirurgia è limitata ai primi mesi dopo l’intervento.

Il bypass gastrico, oggi meno utilizzato, viene eseguito soprattutto nei pazienti con diabete di tipo 2 difficile da controllare con alimentazione e terapie.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale e prevede la creazione di una piccola tasca gastrica che viene collegata direttamente a un tratto dell’intestino, bypassando – cioè superando – una parte del normale percorso del cibo. Questo permette di ridurre la quantità di cibo ingerita e modificare l’assorbimento dei nutrienti. In genere sono necessari 2-3 giorni di ricovero dopo l’intervento.

Dopo l’intervento: cosa aspettarsi

Dopo la chirurgia bariatrica è necessario un periodo di adattamento che richiede al paziente di seguire con attenzione le indicazioni fornite dal chirurgo. Il post operatorio è infatti una fase delicata, in cui è fondamentale rispettare le indicazioni ricevute per evitare complicanze.

Nei primi giorni dopo l’intervento, è importante seguire una dieta progressiva, che inizia da consistenze liquide e semisolide per poi tornare gradualmente a un’alimentazione più varia. Il percorso postoperatorio è guidato dal chirurgo, da un infermiere di riferimento e dai dietisti, e prevede controlli programmati nel tempo.

Va sottolineato che la chirurgia bariatrica non è una “bacchetta magica” ma uno strumento potente che inserito nel percorso corretto può portare a grandi risultati.

Chirurgia Generale
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