COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Prenotazioni
011.1910.1010
Centralino
011.1910.1001

Anca: i vantaggi della chirurgia mininvasiva

Dolore all’inguine, gluteo o irradiato lungo la coscia fino al ginocchio, difficoltà a camminare, rigidità nei movimenti e gesti quotidiani che diventano sempre più complicati, come infilarsi le calze o allacciarsi le scarpe. Sono alcuni dei segnali dell’artrosi dell’anca, o coxartrosi, una patologia degenerativa cronica che, insieme all’artrosi del ginocchio, rappresenta una delle principali cause di limitazione dei movimenti nella popolazione adulta e anziana, diminuendo in maniera significativa l’autonomia della persona.

«La patologia interessa progressivamente tutte le componenti dell’articolazione – cartilagine, osso e capsula articolare – provocando appunto dolore, riduzione della mobilità e un progressivo peggioramento della qualità di vita – racconta il dottor Danilo Mellano, responsabile della Chirurgia robotica di anca di Humanitas Gradenigo -. Sebbene sia più frequente dopo i 60 anni, la coxartrosi può comparire anche in età più giovanile, soprattutto in presenza di fattori predisponenti come la displasia congenita dell’anca, il conflitto femoro-acetabolare, gli esiti di fratture, la necrosi della testa del femore o malattie infiammatorie croniche».

Quando dolore e limitazione dei movimenti non migliorano con le terapie antinfiammatorie indicate dal Medico Curante è importante rivolgersi a uno specialista ortopedico.

«La diagnosi si basa innanzitutto sugli esami strumentali – continua il dottor Mellano: in primis la radiografia del bacino e proiezione assiale dell’anca dolorosa, in casi particolari viene poi richiesta la risonanza magnetica per approfondire il quadro clinico. Nelle fasi iniziali è possibile ricorrere a un approccio conservativo che comprende fisioterapia e infiltrazioni ecoguidate per ridurre il dolore e migliorare la mobilità, ma quando questi trattamenti non sono più sufficienti e la qualità di vita risulta compromessa, l’indicazione è l’intervento chirurgico».

La chirurgia protesica dell’anca ha raggiunto oggi livelli molto elevati di efficacia grazie ad approcci terapeutici e percorsi di cura sempre più personalizzati.

«La pianificazione digitale preoperatoria consente di scegliere l’impianto più adatto alle caratteristiche anatomiche del paziente – afferma il dottor Danilo Mellano -, mentre il sistema di navigazione o robotico ci aiutano a posizionare la protesi con estrema precisione, considerando la funzionalità tra schiena-bacino-anca (rapporti spinopelvici), ricostruendo la biomeccanica dell’articolazione e riducendo il rischio di instabilità, lussazione ed usura delle componenti protesiche».

Un ruolo centrale lo hanno anche le moderne tecniche di chirurgia mininvasiva: infatti oggi oltre il 90% degli impianti di protesi d’anca viene eseguito con tecniche che preservano muscoli e tendini limitando lo stress chirurgico. «Questo consente una ripresa funzionale più rapida – conclude il dottor Mellano – una riduzione del dolore post-operatorio e un ritorno più rapido alle normali attività quotidiane, grazie anche a un percorso riabilitativo multimodale con risultati duraturi nel tempo e un significativo miglioramento della qualità di vita».

CHIRURGIA PROTESICA MININVASIVA DELL'ANCA CON ASSISTENZA ROBOTICA
Torna su