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Biorivitalizzazione: che cos’è e quali sono i benefici per la pelle?

In medicina estetica, oltre ai trattamenti che migliorano i volumi del viso, vengono praticate anche altre procedure che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della pelle. Tra queste si inserisce la biorivitalizzazione, una valida soluzione per contrastare i segni del tempo senza trascurare la salute della pelle. 

A trattare l’argomento sulla testata Revée_News è stato il dottor Umberto Meliga, medico chirurgo specializzato in Medicina estetica e Chirurgia plastica di Humanitas Medical Care Principe Oddone.

Biorivitalizzazione: di cosa si tratta?

La biorivitalizzazione è un trattamento in grado di ripristinare quelle che sono la compattezza e la luminosità della pelle, idratandola a livello profondo e favorendo la produzione di collagene. In pratica, il trattamento consiste nell’inserire dell’acido ialuronico al livello del derma: viene riassorbito nei primi giorni per poi innescare la sintesi di nuovo collagene, sostanza fondamentale per l’idratazione e l’elasticità della pelle.

Come agisce il trattamento e come si effettua?

La biorivitalizzazione agisce in modo progressivo anche se i miglioramenti sono già visibili dopo la prima seduta. Dopo due settimane dal primo incontro, la pelle risulta già più luminosa e idratata grazie all’acido ialuronico che, attivandosi con un richiamo di acqua, produce subito del nuovo collagene.

Il percorso, di norma, si divide in una prima seduta a cui fanno seguito altre due a distanza di quindici giorni l’una dall’altra. Grazie a recenti avanzamenti nel campo, oggi alcuni biorivitalizzanti possono essere rilasciati direttamente anche in un’unica seduta.

Per avere un risultato ancora più performante e per mantenere un effetto duraturo, è consigliabile programmare i richiami dopo cinque o sei mesi perché dopo 100 giorni l’idratazione tende a perdersi. Inoltre è bene eseguire il trattamento prima dei cambi di stagione, ad esempio subito prima dell’inverno, prima che freddo e il riscaldamento domestico favoriscano la secchezza della pelle, e prima dell’estate perché l’eccessiva esposizione solare rischia di danneggiare la cute. In questo modo, se si seguono le indicazioni, si avrà una pelle più idratata che sarà anche molto più resistente ai raggi UVA.

A chi è indicato il trattamento?

Una delle principali caratteristiche della biorivitalizzazione è la sua versatilità poiché l’applicazione di questo trattamento è in grado di raggiungere diversi obiettivi in base a fattori come l’età del soggetto oil suo stile di vita.

Questa pratica può portare dei benefici rilevanti sia alle pelli giovani sia a quelle mature: i pazienti giovani tendenzialmente scelgono il trattamento per mantenere una buona idratazione cutanea, mentre le persone con pelli mature generalmente vogliono ottenere un recupero di luminosità e compattezza.

Biorivitalizzazione: da non confondere con il filler

È bene comprendere quali siano le differenze tra biorivitalizzazione e filler, spesso scambiati per lo stesso tipo di trattamento. Infatti, nonostante entrambi impieghino l’uso di acido ialuronico, le due modalità hanno finalità diverse.

La biorivitalizzazione non varia i volumi, lineamenti o le componenti morfologiche del volto, ma si basa soprattutto sull’idratare e sul ridare compattezza e luminosità alla parte interessata. Il filler, invece, ripristina i volumi che si sono andati a perdere ridando, per esempio, forma a uno zigomo svuotato, sostegno a una mandibola con poca consistenza o apportando una correzione a una particolare asimmetria.

Un’altra differenza sta nella diversa densità di acido ialuronico che viene utilizzata: nel filler si presenta come un gel atto a fornire consistenza, mentre durante le biorivitalizzazione, è liquido perché per generare nuovo collagene c’è bisogno di altro liquido.

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