La spalla congelata, chiamata in termini medici capsulite adesiva, è una condizione piuttosto comune che può rendere difficili anche i movimenti più semplici, come infilarsi una giacca o sollevare il braccio. Si tratta di un problema che insorge in modo progressivo e che, se non riconosciuto e trattato, può limitare significativamente la qualità di vita.
Ne parliamo con il dottor Ferdinando Tosto, ortopedico di Humanitas Gradenigo.
Cos’è quali sono i sintomi della spalla congelata?
Cos’è
La spalla è un’articolazione mobile che viene stabilizzata da una struttura chiamata capsula articolare. Nella capsulite adesiva o spalla congelata, la capsula va incontro a un processo infiammatorio che provoca ispessimento, perdita di elasticità e diventa più rigida.
Nel tempo, lo spazio disponibile per il movimento dell’articolazione si riduce e provoca una limitazione nei movimenti. È proprio la rigidità a caratterizzare la capsulite adesiva.
Cause
In alcuni casi, la causa della spalla congelata non è identificabile (forma primaria), mentre in altri la condizione può comparire dopo un trauma, un intervento chirurgico o un periodo di immobilità (forma secondaria). Altre condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare una spalla congelata sono:
- il diabete
- le malattie della tiroide
- l’età tra i 40 e i 60 anni
- il sesso femminile.
Sintomi
La capsulite adesiva non compare all’improvviso, ma evolve lentamente nel tempo, attraversando tre fasi.
- Nella prima fase, definita “dolorosa”, il sintomo principale è il dolore, spesso diffuso e più intenso durante la notte. Progressivamente, iniziano a diventare difficili alcuni movimenti.
- Segue una fase in cui il dolore tende a diminuire, ma la rigidità aumenta: la spalla appare “bloccata” e i movimenti risultano molto limitati.
- Infine, nella fase di recupero, la mobilità migliora gradualmente. Questo processo, però, può richiedere molti mesi, talvolta fino a uno o due anni.
Come si diagnostica?
La diagnosi è principalmente clinica, cioè basata sulla valutazione dei sintomi e sull’esame della spalla effettuato dall’ortopedico.
Durante la visita, il medico verifica la capacità di movimento che, nella spalla congelata, risulta meccanicamente limitata. Questo aspetto è fondamentale per distinguere la capsulite da altre patologie della spalla.
Gli esami strumentali, come radiografia, ecografia o risonanza magnetica, non servono tanto a confermare la diagnosi quanto a escludere altre possibili cause del dolore e della rigidità della spalla.
Come si recupera la funzionalità della spalla?
La terapia ha l’obiettivo di ridurre il dolore e recuperare il movimento e la funzionalità della spalla. Nella maggior parte dei casi, la terapia iniziale è conservativa con farmaci antinfiammatori steroidei che possono aiutare a controllare il dolore e il quadro infiammatorio, e in alcuni casi, infiltrazioni di corticosteroidi.
La fisioterapia è fondamentale per il recupero della funzionalità della spalla congelata. Gli esercizi, eseguiti in modo graduale e costante, aiutano a migliorare la mobilità, in un percorso progressivo, che richiede tempo e collaborazione da parte del paziente. Il recupero completo può richiedere diversi mesi, ma un trattamento adeguato generalmente consente di recuperare una buona funzionalità e di tornare alle normali attività quotidiane.
Nei casi più resistenti, quando il dolore e la rigidità persistono nonostante le terapie, si può valutare un trattamento mini-invasivo radio interventistico chiamato idrodilatazione, e più raramente un intervento chirurgico per liberare la capsula articolare.

