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Prevenzione urologica: perché è fondamentale?

Nell’immaginario comune, la prevenzione urologica è spesso circondata da tabù o rimandata per timore di esami invasivi. Tuttavia, i dati epidemiologici parlano chiaro: la diagnosi precoce resta lo strumento più efficace per individuare patologie che, nelle loro fasi iniziali, non manifestano alcun sintomo.

Il dottor Omid Sedigh, responsabile della struttura complessa di Urologia e Andrologia ricostruttiva di Humanitas Gradenigo, è stato ospite del podcast Hic Sunt Somniatores in cui ha parlato dell’importanza della prevenzione urologica maschile.

«Oggi l’informazione è accessibile a tutti, ma la cultura della prevenzione nell’uomo è ancora poco affermata rispetto a quella femminile», spiega il dott. Sedigh. Molte patologie restano silenti per anni, per questo motivo intervenire quando i sintomi diventano evidenti può ridurre le opzioni terapeutiche, agire preventivamente, invece, permette aumentare le probabilità di successo.

In cosa consiste la prevenzione in ambito urologico?

La prevenzione in ambito urologico si basa principalmente su:

  • esame del PSA (Antigene Prostatico Specifico) effettuato attraverso un prelievo del sangue e il cui valore funge da indicatore per la salute della ghiandola prostatica;
  • visita specialistica: un colloquio clinico in cui l’urologo analizza l’anamnesi familiare e patologica, valutando i valori del PSA nel contesto specifico del paziente.

Solo in presenza di anomalie o dubbi clinici, lo specialista procederà a richiedere esami diagnostici di secondo livello.

Quando eseguire la prima visita urologica?

Il percorso di prevenzione inizia molto presto, già con le prime valutazioni pediatriche, ma è fondamentale che prosegua con consapevolezza anche nell’età adulta. La frequenza dei controlli successivi dipende dalla storia personale: se non vi è familiarità con patologie urologiche, il primo esame del PSA viene solitamente programmato intorno ai 45 anni. In caso contrario, è più opportuno pianificare controlli regolari e anticipati concordandoli con lo specialista.

Non solo prevenzione attiva, ma anche ascolto del proprio corpo. Fastidi urinari, disfunzioni sessuali o piccoli cambiamenti non vanno ignorati, possono essere segnali di patologie benigne (come calcolosi urinaria, iperplasia benigna della prostata e prostatiti, infertilità maschile e disfunzioni sessuali) o tumorali che possono coinvolgere vescica, testicolo e prostata, la neoplasia più frequente tra gli uomini che in Italia solo nel 2024 ha registrato oltre 40.000 nuovi casi.

Guarda qui la puntata completa.

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