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Tumori del colon-retto: diagnosi e prevenzione

I dati di incidenza del tumore del colon-retto in Italia sono particolarmente alti: risulta infatti essere la seconda neoplasia più comune in entrambi i sessi. Si sviluppa, nella maggior parte dei casi, a partire dai polipi intestinali, tumori benigni che originano dal rivestimento mucoso dell’intestino, e che possono evolvere in forme maligne nel 5% dei casi. Tali polipi interessano circa una persona ogni 4 a partire dai 50 anni. 

Oggi è però possibile prevenire e diagnosticare precocemente la patologia maligna, con una diminuzione sia dell’incidenza che della mortalità, grazie alla colonscopia che consente di individuare la neoplasia quando è ancora agli stadi iniziali, ma anche di identificare i polipi nella loro forma precancerosa, permettendo così di intervenire prima che siano evoluti in un tumore. 

Approfondiamo il tema con il dottor Mohammad Ayoubi, responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Humanitas Gradenigo.

Quali sono i sintomi dei polipi intestinali?

Spesso i polipi intestinali si manifestano in maniera asintomatica o non così specifica, ma quando iniziano a crescere possono svilupparsi sintomi come sangue nelle feci, anemia da carenza di ferro e disturbi dell’alvo. Il sanguinamento rettale e l’anemia sono dunque i principali sintomi a cui prestare attenzione.

Quali esami sono utili per la diagnosi di polipi intestinali? 

Sono diversi gli esami che si possono effettuare, dalla ricerca del sangue occulto nelle feci a procedure strumentali come la colonscopia, considerata come la più accurata. L’esame viene infatti considerato utile sia in termini di prevenzione, attraverso la polipectomia (asportazione dei polipi), sia per una diagnosi precoce con l’identificazione di tumori iniziali asintomatici: infatti il prelievo di un pezzetto di tessuto (biopsia) consente di fare subito l’analisi istologica, cioè l’esame diretto del materiale estratto.  La diagnosi precoce consente di raggiungere una guarigione in oltre l’85% dei casi.

A che età bisogna fare la colonscopia?

La colonscopia, dai 50 anni in avanti, andrebbe effettuata a cadenza regolare. Se in famiglia però qualcuno si è ammalato di tumore al colon-retto prima dei 50 anni è opportuno valutare da caso a caso il calendario degli screening.

Quanto è importante sottoporsi agli screening?

È molto importante sottoporsi agli screening e sono i numeri a dircelo. Basti pensare che negli ultimi tre anni in Humanitas Gradenigo abbiamo effettuato 13.246 colonscopie: tra queste abbiamo riscontrato 368 nuovi casi di tumori al retto-colon (210 pazienti di sesso maschile e 158 di sesso femminile) con una età media di 70 anni (r 31-92).

L’importanza della prevenzione

Oltre a quanto detto sopra a proposito dei controlli periodici, è bene ricordare che i fattori di rischio per lo sviluppo dei polipi intestinali sono, oltre alla familiarità e all’età, una alimentazione con un eccessivo apporto di grassi animali e di alcolici, fumo e vita sedentaria.