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Bambini e disturbi del comportamento: quando rivolgersi al neuropsichiatra?

Quando si parla di disturbi del comportamento si fa riferimento a situazioni in cui bambini o ragazzi fanno fatica a gestire le proprie emozioni e il proprio modo di reagire. Non si tratta di capricci né di cattiva educazione, ma spesso di un disagio che il bambino esprime attraverso il comportamento. Queste difficoltà possono manifestarsi con rabbia frequente, opposizione alle regole, comportamenti aggressivi, chiusura in se stessi, isolamento o atteggiamenti molto rigidi. In alcuni casi possono essere associate ad ansia, umore triste o difficoltà di attenzione.

Approfondiamo questo argomento con la dottoressa Morgana Casella, neuropsichiatra infantile di Humanitas Medical Care principe Oddone.

Quali sono i segnali a cui l’adulto deve prestare attenzione?

È normale che durante la crescita di un bambino ci siano momenti più complessi di altri. Ed è per questo che diventa importante osservare con attenzione quando alcuni comportamenti sono frequenti, intensi o durano nel tempo.

In particolare è bene prestare attenzione a:

  • cambiamenti evidenti nel comportamento o nel carattere;
  • scoppi di rabbia difficili da gestire;
  • difficoltà scolastiche o rifiuto di andare a scuola, calo del rendimento;
  • tendenza a isolarsi sia con i familiari che con i coetanei o perdita di interesse per le attività abituali;
  • alterazioni del sonno (dormire molto, dormire poco, inversione del ritmo sonno-veglia);
  • cambiamenti nell’alimentazione, sia in eccesso che in difetto;
  • comportamenti aggressivi o di forte chiusura;
  • violazione di regole e divieti socialmente imposti.

Tutto ciò è da indagare, soprattutto se tali espressioni di sofferenza compromettono la vita quotidiana. Per questo è fondamentale rivolgersi al neuropsichiatra infantile quando le difficoltà persistono nel tempo, si presentano in più contesti di vita ed interferiscono con il benessere emotivo, relazione o scolastico del piccolo paziente.

Come avviene la valutazione del neuropsichiatra infantile?

La valutazione specialistica non serve a “dare un’etichetta”, ma a comprendere meglio la situazione e individuare il modo più adeguato per aiutare il bambino e la famiglia.

La valutazione si basa innanzitutto sull’ascolto del bambino e dei genitori e sulla ricostruzione della storia e del contesto in cui i comportamenti compaiono. Quando necessario, possono essere utilizzati strumenti di valutazione specifici.

Qual è l’approccio del percorso di cura?

Il percorso di cura è sempre personalizzato sulle esigenze del bambino e può includere:

  • un supporto psicologico;
  • indicazioni educative per la famiglia;
  • collaborazione con la scuola;
  • nei casi in cui sia indicato, un trattamento farmacologico.

L’obiettivo più importante è favorire il benessere del bambino, aiutarlo a comprendere e gestire meglio ciò che prova e accompagnarlo nel suo percorso di crescita.

Chiedere aiuto non significa etichettare un bambino, ma offrirgli uno spazio in cui sentirsi ascoltato e compreso. Senza dimenticare che intervenire per tempo può fare davvero la differenza nel suo percorso di crescita.

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