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Raffreddore: fake news e rimedi efficaci

Leggi l’intervista completa su La Repubblica al dottor Gianfrancesco Alberto, responsabile di Medicina Interna e del Pronto Soccorso di Humanitas Gradenigo.

Infine è arrivato il freddo, aprendo la porta alla stagione del raffreddore. Che, nonostante il nostro pervicace stupore, non ha nulla a che fare con la capacità di proteggersi o meno dalle temperature più rigide. “Semplicemente, è il momento dell’anno in cui si concentrano particolarmente i virus e dove la loro trasmissione è favorita dalla maggiore frequentazione di spazi chiusi”, conferma il dottor Gianfrancesco Alberto, responsabile di Medicina Interna e del Pronto soccorso di Humanitas Gradenigo. E chi si ostina a dubitare, forse memore delle raccomandazioni materne, sappia che sciarponi e maglie di lana possono al massimo prevenire i colpi di freddo, che “stressano la muscosa e la rendono quindi fragile di fronte agli eventuali attacchi virali”.

In generale, con il raffreddore va così: più l’organismo è in forze, più è in grado di reagire. E viceversa. “Ecco perché in alcuni casi i sintomi posso essere lievi e durare un paio di giorni, mentre in altri il malessere perdura fino ai dieci”. È quindi una leggenda metropolitana anche il termine fisso di una settimana. Perfino sugli spray nasali decongestionanti non ce l’avevano detta tutta, visto che “procurano sollievo immediato, ma alla lunga provocano secchezza delle fauci e peggiorano il problema”. Meglio – in questo caso sì – i rimedi della mamma, come “le soluzioni fisiologiche a base di acqua marina, gli aerosol o i pentoloni d’acqua calda, con un po’ di bicarbonato o di sale, per un effetto lavante proprio dove si annida il virus”.

Il dottor Gianfrancesco Alberto analizza anche alcuni convincimenti diffusi sul modo migliore di nutrirsi – con l’obiettivo di “ridurre i sintomi e la durata dell’infezione virale, senza ovviamente aspettarsi miracoli”.

Spremute d’arancia (e altri cibi ricchi di vitamina C): SÌ

“Nonostante non esistano ancora studi rigorosi sul tema, la pratica suggerisce che la vitamina C possa ridurre i sintomi del raffreddore nell’arco di 24-48 ore. Nella peggiore delle ipotesi, non esiste alcuna controindicazione ad assumere spremute di agrumi o a ricorrere a cibi che ne sono ricchi, tra cui spiccano i kiwi”.

Brodo di pollo: NI

“È vero che, come qualunque bevanda calda, può migliorare la respirazione, dare sollievo e idratare l’organismo, soprattutto quando la temperatura sale senza necessariamente arrivare alla febbre. Ma, anche qui, non esistono validità scientifiche a supporto. È tuttavia probabile che la sua fama “terapeutica” sia collegata a ricordi particolari, magari d’infanzia, con l’effetto placebo che ne consegue”.

Mirtilli rossi e peperoncino: SÌ

“Sono ricchi di sostanze antiossidanti, che possono riparare il danno causato dal virus alle nostre cellule”.

Bevande calde con superalcolici: NO

“Tra i vari “rimedi della nonna”, nei decenni scorsi in Italia rientravano rimedi forti, come il latte caldo arricchito dal rum o dalla grappa. Il primo serve a ridurre l’impatto alcolico sull’organismo, i secondi hanno un effetto vasodilatatore, aumentano la sudorazione e producono una sensazione iniziale di benessere. In realtà si tratta di un miglioramento apparente, che non ha nessun senso perseguire”.

Salmone: SÌ

“Una sostanza che, in tema di raffreddore, ha qualche evidenza scientifica è invece lo zinco, in grado di ridurre i sintomi e affrettare la guarigione. Uno degli alimenti che ne contiene in quantità è proprio il salmone – ma rigorosamente selvaggio – sia fresco che affumicato”.

Aglio: NI

“Si tratta di un alimento magnifico, grazie al contenuto di glicina – un potente antiossidante -, e alle sue proprietà immunomodulatorie e microbiche. Alcuni studi confermano che l’aglio contribuisce a mantenere il nostro organismo sano e pronto a combattere le infezioni, quindi sarebbe buona regola consumarne regolarmente uno spicchio al giorno. Ma poiché le sue virtù sono soprattutto preventive, non serve a nulla assumerlo, magari in quantità maggiori, quando il raffreddore è già esploso”.

Miele e propoli: SÌ

“Il loro effetto antibatterico e antivirale è dimostrato, quindi può avere senso anche iniziare ad assumerli durante il raffreddore, per proseguire con costanza durante i mesi freddi. Bastano due cucchiaini di miele al giorno, anche in una bevanda calda (non bollente), mentre per le soluzioni concentrate di propoli – che hanno formulazioni diverse – conviene affidarsi alle indicazioni riportate sulle singole confezioni”.

Zenzero, tè verde e curcuma: NI

“Sono sostanze ricchissime di antiossidanti che converrebbe assumere con regolarità. In termini preventivi, insomma, non quando l’infezione virale è già in atto”.

Latte vaccino: NO

“Secondo alcuni studi ridurrebbe la produzione di muco, ma altri sono arrivati esattamente alla conclusione opposta”.

Cioccolato fondente: SÌ

“Contiene una discreta dose di teobromina, antiossidante e vaso costrittore, e anche di zinco. Quindi, sì, può essere utile. A patto che il raffreddore non diventi la scusa per mangiarne una tavoletta intera”.