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Protesi d’anca con tecnica robotica

La protesi d’anca con tecnica robotica rappresenta oggi uno standard di eccellenza nella chirurgia ortopedica. Si tratta di un approccio in cui la competenza del chirurgo si integra con la tecnologia per ottenere il miglior risultato possibile, nel rispetto dell’anatomia e delle aspettative funzionali del paziente.

Ne parliamo con il dottor Andrea Cimino, chirurgo ortopedico di Humanitas Gradenigo.

Come si svolge l’intervento di protesi d’anca?

L’intervento di protesi d’anca ha l’obiettivo di sostituire l’articolazione danneggiata dall’artrosi e restituire al paziente qualità di vita e mobilità grazie alla sostituzione delle superfici articolari usurate con componenti protesiche in materiali biocompatibili (metallo, ceramica o polietilene ad alta resistenza). Questo permette di:

  • ripristinare la biomeccanica naturale dell’articolazione
  • eliminare il dolore artrosico
  • restituire stabilità e mobilità al paziente.

Esistono diverse tecniche chirurgiche e vie d’accesso – anteriore, laterale o posteriore – per l’intervento, scelte dal chirurgo e discusse con il paziente durante la visita specialistica. Tuttavia, qualunque sia la tecnica, il corretto e preciso posizionamento delle componenti protesiche è determinante per il successo dell’intervento e il recupero funzionale del paziente.

Per questa ragione, la ricerca tecnologica in ortopedia ha puntato allo sviluppo di sistemi robotici in grado di supportare il chirurgo per il posizionamento preciso della protesi durante ogni fase, dalla pianificazione dell’intervento all’impianto della protesi stessa.

Protesica d’anca con tecnologia robotica: cosa vuol dire?

I sistemi robotici applicati alla chirurgia protesica dell’anca sono tecnologie che amplificano le capacità del chirurgo ma non ne sostituiscono le competenze ed esperienza. Si tratta di sistemi integrati che combinano software sofisticati di pianificazione preoperatoria avanzata con un sistema di navigazione che guida il chirurgo durante l’intervento, in tempo reale, con una precisione che l’occhio umano non potrebbe garantire.

Prima dell’intervento, il chirurgo carica le immagini radiografiche del paziente, di solito particolari radiografie del bacino e della colonna, all’interno di un software dedicato che consente di pianificare nel dettaglio il posizionamento delle componenti protesiche. Il sistema permette di definire i parametri con una estrema precisione tenendo conto dell’anatomia individuale del paziente, e rendendo così l’intervento davvero personalizzato.

Durante l’intervento il sistema di navigazione guida gli strumenti chirurgici seguendo fedelmente il piano stabilito. Grazie a sensori e tracker posizionati su reperi anatomici del paziente, il sistema monitora in tempo reale ogni movimento e avvisa il chirurgo limitando l’azione degli strumenti nel momento in cui si rischia di deviare dal piano.

Questo approccio di chirurgia robotica assistita, permette al chirurgo sia di modificare il piano se durante l’intervento ritiene sia necessario, sia di evitare il rischio di errori.

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