La medicina estetica moderna non interviene solo per correggere un inestetismo, ma si fonda soprattutto sulla prevenzione. Attraverso un approccio medico e personalizzato, consente di preservare la salute e la qualità della pelle nel tempo, rallentando gli effetti dell’invecchiamento e dello stress prima che diventino evidenti.
Quando si parla di medicina estetica, il rischio è ancora quello di ridurla a qualcosa di frivolo o puramente legato all’apparenza. Un retaggio culturale che, sebbene oggi sia meno diffuso rispetto al passato, resiste ancora. In realtà, la medicina estetica moderna ha un legame sempre più stretto con la prevenzione, la salute della pelle e il benessere psicofisico della persona. Prendersi cura del proprio aspetto non significa inseguire un ideale di perfezione, ma accompagnare il corpo nei cambiamenti della vita, sostenendo l’equilibrio tra come ci si sente e come ci si vede.
Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Martina Bosco, medico estetico di Humanitas Medical Care Principe Oddone.
Perché la medicina estetica non è qualcosa di superfluo?
La medicina estetica ha a che fare con la salute a 360 gradi, non solo con l’immagine esteriore. Molto spesso i pazienti si rivolgono al medico estetico in momenti delicati della propria vita: un lutto, una separazione, una fase depressiva, un cambiamento importante. In queste situazioni, prendersi cura di sé diventa una sorta di “valvola di sfogo”, un primo passo per tornare a sentirsi meglio.
Vedersi stanchi, spenti o trascurati amplifica il disagio emotivo. Al contrario, recuperare un aspetto più fresco e curato può avere un impatto positivo sull’autostima e sul benessere mentale. La medicina estetica, in questo senso, non sostituisce altri percorsi di supporto, ma può affiancarli, contribuendo a migliorare la percezione di sé e la qualità della vita.
Esistono momenti della vita in cui nasce il bisogno di “rimettersi in ordine”?
Gli eventi della vita lasciano segni non solo interiori, ma anche visibili. Dopo un lutto, una malattia, un intervento chirurgico o un importante dimagrimento, come nel caso di chi si sottopone a chirurgia bariatrica, il corpo cambia rapidamente. La perdita di peso, ad esempio, può migliorare la salute generale ma lasciare sul viso una pelle svuotata, lassa, spenta.
In questi casi, la richiesta non è quella di ringiovanire, ma recuperare armonia, freschezza e coerenza tra come ci si sente e come ci si vede. La medicina estetica diventa così uno strumento di accompagnamento nei passaggi più complessi della vita.
In che modo la medicina estetica può prevenire l’invecchiamento e i segni dello stress?
Lo stress cronico è uno dei principali acceleratori dell’invecchiamento cutaneo. Agisce in modo silenzioso ma costante, alterando i meccanismi di rigenerazione della pelle, favorendo la perdita di collagene ed elastina e rendendo il volto più spento, segnato e meno tonico. Le conseguenze non si limitano alla comparsa delle rughe, ma riguardano anche la qualità complessiva della pelle, che appare più sottile, disidratata e meno luminosa.
In questo contesto, la medicina estetica svolge un ruolo preventivo fondamentale. Prevenire non significa “anticipare” trattamenti invasivi, ma intervenire in modo mirato e graduale prima che i segni dell’invecchiamento diventino strutturati. Attraverso protocolli personalizzati, è possibile sostenere i naturali processi di riparazione cutanea, rallentare l’impatto dello stress e mantenere la pelle in uno stato di equilibrio e salute più a lungo.
Un aspetto centrale è l’approccio medico. Il medico estetico non si limita a trattare un inestetismo, ma valuta la persona nella sua interezza: stile di vita, qualità del sonno, alimentazione, esposizione solare, livelli di stress e condizioni della pelle. Solo a partire da questa analisi complessiva vengono proposti trattamenti adeguati, inseriti in un percorso coerente e sostenibile nel tempo.
La prevenzione in medicina estetica è un lavoro di continuità e consapevolezza, che unisce attenzione clinica, educazione alla cura di sé e trattamenti mirati. Un approccio globale e non improvvisato, che permette di contrastare i segni dello stress e dell’invecchiamento rispettando l’unicità di ogni persona.
Quali sono i trattamenti più indicati per migliorare la qualità della pelle in ottica preventiva?
Il trattamento cardine della prevenzione in medicina estetica è la biostimolazione. Si tratta di micro-iniezioni a base di vitamine, polinucleotidi e altre sostanze biologicamente attive che stimolano i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina. Queste due proteine sono fondamentali per il turgore, l’elasticità e la compattezza della pelle e iniziano a ridursi progressivamente già intorno ai 27-30 anni, sebbene il processo sia molto soggettivo.
La biostimolazione non “riempie”, ma rigenera. Migliora la qualità cutanea, rende la pelle più luminosa, idratata e tonica, riducendo le piccole rughe e contrastando il rilassamento. Il protocollo standard prevede generalmente tre sedute, distanziate di circa 3-4 settimane, per ottenere risultati visibili e duraturi.
Accanto alla biostimolazione, un altro trattamento utile in chiave preventiva è il peeling chimico. Si tratta di una procedura medica che agisce sugli strati più superficiali della pelle, stimolando il rinnovamento cellulare e favorendo l’eliminazione delle cellule danneggiate o invecchiate. Il risultato è una pelle più luminosa, levigata e uniforme, con una grana più fine e un colorito visibilmente più sano.
Inserito all’interno di un percorso personalizzato, il peeling chimico non ha solo una funzione correttiva, ma anche di mantenimento. Aiuta infatti a preservare la qualità cutanea nel tempo, migliorando la risposta della pelle agli stress ambientali come inquinamento ed esposizione solare e rendendola più ricettiva ai trattamenti successivi. Utilizzato con continuità e sotto controllo medico, contribuisce a rallentare i processi di invecchiamento, sostenendo la pelle nel suo naturale equilibrio e mantenendola in condizioni di salute ottimali.
A quale età è giusto iniziare a prevenire?
Non esiste un’età uguale per tutti. La prevenzione non dovrebbe iniziare quando i segni dell’invecchiamento sono già evidenti, ma in una fase precedente, che varia da persona a persona. Fattori genetici, fototipo, esposizione solare, stile di vita e problematiche cutanee pregresse, come l’acne, influenzano profondamente la velocità con cui la pelle invecchia.
Più che fissare un numero, è fondamentale una valutazione specialistica che permetta di capire quando e come intervenire. La medicina estetica preventiva non è standardizzata, ma cucita su misura, con l’obiettivo di mantenere la pelle sana, forte e resiliente nel tempo.
Un centro specializzato
Presso Humanitas Medical Care Principe Oddone, la medicina estetica si inserisce in un modello di cura che mette al centro la salute e il benessere della persona. L’approccio è medico, personalizzato e orientato alla prevenzione: ogni paziente viene valutato nella sua globalità, considerando non solo l’aspetto estetico, ma anche lo stile di vita, le caratteristiche della pelle e le diverse fasi della vita che possono influenzarne l’equilibrio.
I trattamenti non sono mai standardizzati, ma costruiti su misura all’interno di percorsi graduali e ragionati, con l’obiettivo di migliorare la qualità della pelle, contrastare i segni dello stress e accompagnare il naturale processo di invecchiamento in modo armonioso. La presenza di professionisti qualificati e l’integrazione della medicina estetica in un contesto sanitario strutturato garantiscono sicurezza, appropriatezza e continuità di cura.

