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Pavimento pelvico: dolore, segnali e nuove cure rigenerative

Questa struttura complessa sostiene organi fondamentali e influisce su continenza, postura e vita intima. Disturbi o dolore possono comparire lentamente, ma oggi la medicina rigenerativa offre trattamenti mirati per ridurre l’infiammazione e favorire il recupero dei tessuti.

Di questa zona del corpo si parla poco e, quando succede, spesso lo si fa con imbarazzo, come se fosse un tema da evitare. Eppure il pavimento pelvico è una componente essenziale del nostro benessere quotidiano. È un sistema complesso di muscoli e tessuti che lavora in modo silenzioso ma continuo: sostiene gli organi pelvici, contribuisce al controllo di vescica e intestino, partecipa all’equilibrio posturale e ha un ruolo importante anche nella qualità della vita intima.

Spesso ci accorgiamo della sua importanza solo quando qualcosa non va. All’inizio i segnali possono essere sfumati e vengono facilmente sottovalutati: una sensazione di peso o tensione nella parte bassa del bacino, piccole perdite urinarie, un fastidio che compare durante il movimento o in alcune posizioni. Sintomi lievi, che talvolta vengono ignorati o normalizzati, ma che rappresentano veri e propri campanelli d’allarme. Se trascurati, con il tempo possono evolvere in disturbi più complessi e difficili da gestire.

Oggi, però, le possibilità di intervento sono cambiate. La medicina rigenerativa propone un approccio innovativo, delicato e mirato, pensato per supportare muscoli e tessuti quando risultano affaticati o infiammati. L’obiettivo non è semplicemente attenuare il dolore o il fastidio, ma favorire i naturali processi di recupero del corpo, aiutandolo a ritrovare equilibrio e funzionalità.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Luigi Laudari, anestesista e responsabile del servizio di Terapia antalgica di Humanitas Gradenigo.

Cos’è il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è un insieme complesso di muscoli e legamenti che chiudono il bacino nella parte inferiore, come una sorta di “amaca” che sostiene gli organi pelvici. La vescica, l’uretra, il retto, l’ano, così come l’utero e la vagina nelle donne, sono sostenuti da questa struttura, che non solo li mantiene nella posizione corretta, ma partecipa attivamente a funzioni come la continenza urinaria e fecale, la sessualità e persino la postura e la stabilità del bacino.

Nel corso della vita, però, questo equilibrio può andare incontro a cambiamenti. Gravidanza e parto, i cambiamenti ormonali legati alla menopausa, il passare degli anni, ma anche fattori apparentemente lontani come stitichezza cronica, tosse persistente o sovrappeso possono metterlo sotto pressione. Poco alla volta, il pavimento pelvico può perdere il suo equilibrio: i muscoli possono indebolirsi e non sostenere più a sufficienza (ipotonia) oppure rimanere in uno stato di tensione costante (ipertonia). In entrambi i casi, possono comparire disturbi che vanno da un semplice senso di peso fino a incontinenza, abbassamento degli organi o dolore cronico che influisce sulla qualità della vita.

Quali sono i segnali d’allarme?

Capire se il pavimento pelvico non funziona bene può non essere immediato. Talvolta la prima avvisaglia è la sensazione di essere seduti “su una palla” o di avere un peso costante tra le gambe. Altre volte sono le piccole perdite di urina, soprattutto in occasione di tosse, starnuti o sforzi, o la difficoltà a trattenere feci e gas. In alcuni casi si verificano i prolassi: la vescica che scende (cistocele), l’utero che si abbassa (isterocele), il retto che spinge verso il basso (rettocele) o le anse intestinali che scendono (enterocele). Queste condizioni possono rendere difficoltose anche funzioni quotidiane come urinare, defecare o persino muoversi senza disagio.

Il dolore cronico è un’altra manifestazione importante, che può derivare da contratture muscolari, infiammazioni, traumi, interventi chirurgici o sovraccarico posturale. E se il dolore è intenso o costante, l’impatto emotivo e relazionale diventa evidente: imbarazzo, frustrazione, ansia e isolamento sociale sono spesso parte della storia di chi convive con questi disturbi.

Come può intervenire la medicina rigenerativa?

La medicina rigenerativa non è una soluzione universale per tutti i disturbi del pavimento pelvico, ma può diventare un aiuto concreto quando il dolore deriva da infiammazioni croniche dei muscoli, dei tendini o delle fasce della zona pelvica. Il suo scopo non è spegnere il dolore come un farmaco tradizionale, ma creare le condizioni perché i tessuti possano rigenerarsi e ritrovare il loro equilibrio naturale.

Questo approccio funziona sia nelle donne sia negli uomini. Pensiamo, per esempio, a chi trascorre molte ore sulla sella di una bicicletta: la pressione costante può provocare dolore perineale e tensione dei muscoli del pavimento pelvico, situazioni perfettamente trattabili con infiltrazioni rigenerative.

Le sostanze impiegate sono sicure e compatibili con l’organismo. A seconda della zona da trattare, si possono usare l’acido ialuronico per sostenere le articolazioni, il collagene o il plasma ricco di piastrine (PRP) perfavorire la rigenerazione di muscoli e tendini o, nei casi più complessi, le cellule mesenchimali prelevate dal grasso del paziente per ricostruire tessuti particolarmente danneggiati. Ogni trattamento viene scelto con cura dal medico, in base alla gravità del problema e al distretto più coinvolto.

Come si svolge il trattamento?

Le infiltrazioni vengono eseguite in ambulatorio e, nella maggior parte dei casi, non richiedono particolari preparazioni. Durante la procedura, il medico utilizza l’ecografo come una vera e propria “guida”, che permette di vedere in tempo reale muscoli e tendini e di raggiungere il punto giusto con grande precisione. Questo rende l’infiltrazione più sicura, evita strutture delicate come nervi e vasi sanguigni e aumenta l’efficacia del trattamento.

Quando si utilizza il plasma ricco di piastrine (PRP), la seduta prevede anche un semplice prelievo di sangue, simile a quello di un normale esame. Dal sangue viene ricavato un plasma concentrato, che viene poi iniettato nella zona interessata per favorire i naturali processi di riparazione dei tessuti. Nel caso delle cellule mesenchimali, invece, è previsto un piccolo prelievo di grasso del paziente. Si tratta di una procedura leggermente più articolata, ma sempre controllata e sicura, con verifiche preliminari pensate per tutelare il paziente anche in presenza di terapie anticoagulanti.

Dal punto di vista della sicurezza, gli effetti collaterali sono minimi. A parte il lieve fastidio legato alla puntura e all’anestesia locale, la procedura è ben tollerata e non comporta rischi quando viene eseguita da medici esperti. Un aspetto che rassicura molti pazienti, soprattutto considerando la delicatezza della zona trattata.

Come si prevengono i problemi?

La medicina rigenerativa può essere un valido supporto quando il dolore o l’infiammazione sono già presenti, ma non sostituisce la prevenzione e la riabilitazione, che restano fondamentali per la salute del pavimento pelvico. Prendersene cura ogni giorno significa, prima di tutto, ascoltare il proprio corpo e adottare alcune semplici attenzioni nella vita quotidiana.

Tra gli strumenti più conosciuti ci sono gli esercizi ideati dal ginecologo americano Arnold Kegel, pensati per rinforzare i muscoli del pavimento pelvico. Si tratta di contrazioni volontarie di questi muscoli, mantenute per alcuni secondi e poi rilasciate lentamente, ripetute più volte nel corso della giornata. Come ogni esercizio muscolare, vanno eseguiti in modo corretto e adattati alla situazione individuale: in alcuni casi, soprattutto quando c’è eccessiva tensione muscolare, è più utile lavorare sul rilassamento che sul rinforzo.

Accanto agli esercizi specifici, anche lo stile di vita gioca un ruolo importante. Una postura corretta, soprattutto per chi passa molte ore seduto, aiuta a evitare sovraccarichi inutili. Una dieta equilibrata e ricca di fibre favorisce la regolarità intestinale, riducendo lo sforzo durante l’evacuazione, mentre il controllo del peso corporeo limita l’eccessiva pressione sui muscoli pelvici.

Per chi pratica sport che sollecitano questa zona, come il ciclismo, è utile scegliere sellini ergonomici e, se necessario, cuscini specifici che distribuiscano meglio il peso. Piccoli accorgimenti, come cambiare spesso posizione, fare pause regolari e alternare allenamento e recupero, contribuiscono nel tempo a prevenire infiammazioni e dolori.

Un centro specializzato per un percorso completo

Humanitas Gradenigo a Torino offre un approccio completo e personalizzato. La valutazione clinica approfondita permette di capire la causa del dolore o del disturbo, scegliere il trattamento più adeguato e monitorare i progressi. La medicina rigenerativa diventa così parte di un percorso multidisciplinare, che integra fisioterapia, riabilitazione, correzione posturale e prevenzione, mirando non solo al sollievo dal dolore, ma a un reale miglioramento della qualità della vita.

Anestesia E Rianimazione
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