Network tra ospedale e Cardiologia del territorio: webinar in due serate

I cardiologi di Humanitas Gradenigo al doppio appuntamento organizzato per creare una collaborazione e un confronto tra medici che hanno la stessa specializzazione, ma operano in situazioni diverse. «Prevenzione e follow up, soprattutto in caso di patologie cardiovascolari, servono a ridurre significativamente la probabilità di recidive», afferma il dottor Francesco Milone, responsabile della Cardiologia di Humanitas Gradenigo.

 

Mercoledì 5 e mercoledì 19 maggio, il dottor Francesco Milone, responsabile della Cardiologia di Humanitas Gradenigo, la dottoressa Paola Lusardi e la dottoressa Elena Coletti Moia, cardiologhe dello stesso ospedale, prenderanno parte al webinar “Network tra Cardiologia del territorio e ospedale: condividere la costruzione”.

Il webinar si articola in due incontri serali, dalle ore 18.30 alle 19.50, ed è rivolto a medici chirurghi specialisti in Cardiologia. L’obiettivo di questi appuntamenti è creare una collaborazione e un confronto tra medici che hanno la stessa specializzazione, ma operano in situazioni tanto diverse come l’ospedale e il territorio.

In entrambe le serate sono previste due relazioni introduttive con tematiche molto attuali, ovvero i nuovi target di LDL (colesterolo cattivo) nei pazienti cardiovascolari soprattutto se a rischio alto/molto alto e la scelta della terapia ottimale nel paziente post SCA (Sindrome coronarica acuta) anche dopo i dodici mesi. Seguite poi da un caso clinico e una relazione a valenza organizzativa che introdurranno una discussione su aspetti pratici e possibili soluzioni.

«I cardiologi che operano sul territorio sono diventati la prima, talvolta anche l’unica, risposta per il paziente cardiovascolare – osserva il dottor Milone -. Questo a causa della pandemia che ha sovraccaricato le strutture ospedaliere, costringendole ad assicurare ai pazienti solo il trattamento delle emergenze/urgenze. Tuttavia, la prevenzione e i follow up, soprattutto in caso di patologie cardiovascolari, servono a ridurre significativamente la probabilità di recidive».

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