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Infiltrazioni rigenerative: la medicina aiuta il corpo a ripararsi

Un approccio moderno alla cura del dolore e dei tessuti, che non si limita a spegnere i sintomi ma lavora sulle cause. Le infiltrazioni rigenerative utilizzano sostanze compatibili con l’organismo per stimolare i naturali processi di riparazione di articolazioni, tendini e pelle.

Le infiltrazioni in medicina rigenerativa aprono la possibilità di intervenire sui tessuti del corpo in modo delicato ma efficace: stimolano la rigenerazione di articolazioni, tendini o pelle danneggiati, utilizzando sostanze che il corpo riconosce. Non si tratta di sopprimere i sintomi con farmaci tradizionali, ma di accompagnare i processi naturali di recupero, sostenendo l’equilibrio e la funzionalità dei tessuti. Ogni trattamento diventa così un piccolo passo verso una salute più duratura, senza stravolgere ciò che l’organismo sa già fare da sé.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Luigi Laudari, anestesista e responsabile del servizio di Terapia antalgica di Humanitas Gradenigo.

Che cosa sono le infiltrazioni rigenerative?

Le infiltrazioni usate in medicina rigenerativa non sono farmaci tradizionali: non servono a sopprimere il dolore o l’infiammazione in modo immediato, ma a stimolare i processi naturali di recupero del corpo. Si tratta di sostanze che l’organismo riconosce come proprie o completamente compatibili, come l’acido ialuronico, che aiuta a lubrificare e proteggere le articolazioni; il collagene, che sostiene la struttura dei tessuti e ne migliora l’elasticità; il plasma ricco di piastrine (PRP), che accelera la rigenerazione cellulare; le cellule mesenchimali prelevate dal grasso del paziente, utilizzate per ricostruire i tessuti più danneggiati.

A differenza del cortisone, che riduce il dolore agendo come “interruttore” sull’infiammazione, le infiltrazioni rigenerative agiscono più in profondità: aiutano l’articolazione a ritrovare equilibrio, sostengono la cartilagine consumata, migliorano la mobilità dei tendini e favoriscono la cicatrizzazione più armonica delle ferite o delle cicatrici chirurgiche. In pratica, anziché mascherare il problema, permettono al corpo di attivare le proprie risorse per ripararsi, restituendo funzionalità e benessere senza modificare l’aspetto naturale dei tessuti.

Quando e dove possono essere utili?

Le infiltrazioni rigenerative trovano impiego in molti contesti, soprattutto quando si tratta di articolazioni, tendini e tessuti molli. Possono essere applicate alle grandi articolazioni come ginocchio e spalla, ma anche a quelle più piccole, come le articolazioni della mano o le faccette articolari tra le vertebre, che spesso sfuggono alle terapie tradizionali.

Anche i tendini e i muscoli possono beneficiare di queste infiltrazioni, per esempio nelle tendinopatie o nei danni da sovraccarico, aiutando il tessuto a recuperare mobilità e funzionalità senza ricorrere a farmaci che possono avere effetti collaterali. Negli sportivi, questi trattamenti rappresentano una soluzione particolarmente vantaggiosa: non contengono sostanze vietate o rischiose per il doping e permettono di mantenere l’attività fisica senza compromettere le performance.

Un ambito innovativo riguarda la pelle: le infiltrazioni possono migliorare il trofismo cutaneo, contrastando l’atrofia e favorendo una rigenerazione più armonica. Questo le rende utili non solo per chi desidera migliorare l’aspetto della pelle, ma anche per aiutare le cicatrici a guarire meglio, rendendole più morbide, meno evidenti e più simili alla cute circostante.

Chi può sottoporsi a questi trattamenti?

Le infiltrazioni rigenerative sono caratterizzate da un elevato profilo di sicurezza e possono essere prese in considerazione da un’ampia fascia di pazienti. Non esistono controindicazioni assolute, ma la valutazione medica iniziale è fondamentale per comprendere le condizioni generali della persona, il tipo di problema da trattare e la soluzione più adatta. In base alla situazione clinica, il medico sceglie la sostanza più indicata e definisce un percorso personalizzato, stabilendo il numero di sedute e la loro frequenza.

I trattamenti più semplici, come quelli a base di acido ialuronico o collagene, prevedono solitamente cicli di poche infiltrazioni. Le procedure più avanzate, come il plasma ricco di piastrine o le cellule mesenchimali, vengono invece effettuate in genere in un’unica seduta e possono offrire benefici che durano diversi mesi.

Attenzione, però. Le infiltrazioni rigenerative non sono in grado di ricostruire tessuti completamente compromessi, come nel caso di articolazioni con cartilagine ormai assente, dove l’intervento chirurgico rimane la soluzione definitiva. Tuttavia, possono rappresentare un valido supporto per controllare i sintomi nei pazienti non operabili o per migliorare la qualità di vita nell’attesa di un intervento. Inserite all’interno di un percorso più ampio, che comprende fisioterapia, riabilitazione ed esercizio mirato, contribuiscono a ottenere risultati più stabili e duraturi nel tempo.

Come si svolge una seduta?

L’infiltrazione si esegue nella maggior parte dei casi in ambulatorio ed è una procedura semplice e sicura. Dopo un’attenta valutazione iniziale, che comprende anamnesi ed esame obiettivo, il medico stabilisce il tipo di trattamento più indicato. Le infiltrazioni a base di acido ialuronico e collagene si eseguono come una normale infiltrazione: sono rapide, ben tollerate e non richiedono preparazioni o esami particolari prima della seduta.

Queste procedure vengono effettuate in ecoguida, cioè con il supporto dell’ecografo, che consente di visualizzare in tempo reale le strutture anatomiche. In questo modo è possibile evitare vasi e nervi, posizionare l’ago con precisione e aumentare ulteriormente il livello di sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Nel caso del plasma ricco di piastrine (PRP), la seduta prevede un passaggio aggiuntivo. Prima dell’infiltrazione viene effettuato un normale prelievo di sangue, simile a quello di un esame di routine. Una parte del sangue viene utilizzata per controllare che il numero di piastrine sia adeguato, mentre il resto viene centrifugato per ottenere un plasma ad alta concentrazione di piastrine, che viene poi iniettato nella zona da trattare. Anche questa procedura è ambulatoriale e poco invasiva.

Per il trattamento con cellule mesenchimali, che prevede il prelievo di una piccola quantità di grasso del paziente, sono richiesti alcuni controlli in più. Trattandosi di una procedura leggermente più complessa, vengono valutati soprattutto i parametri della coagulazione, per ridurre il rischio di piccoli ematomi nel sito di prelievo. In presenza di terapie anticoagulanti, la procedura viene adattata o programmata in sicurezza, sempre senza rischi per il paziente.

L’importanza di un centro specializzato

Il servizio di Terapia antalgica di Humanitas Gradenigo, a Torino, offre un percorso di medicina rigenerativa che integra valutazione clinica, personalizzazione del trattamento e attenzione multidisciplinare. Ogni paziente viene preso in carico a 360 gradi: dalla scelta del tipo di infiltrazione all’analisi dei tessuti coinvolti, fino al monitoraggio dei risultati. In questo modo, la medicina rigenerativa non diventa solo un trattamento, ma una vera strategia di cura, pensata per sostenere il corpo e migliorare il benessere generale.

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