Tempo di estate, attenti a esporsi al sole con le giuste protezioni

pelle sole

«Un’esposizione non corretta può creare problemi importanti alla pelle – sottolinea la dottoressa Alessandra Farnetti, specialista in Dermochirurgia oncologica di Humanitas Gradenigo -. Occorre proteggersi sempre dal sole, non solo in vacanza. Grande attenzione verso i bambini».

 

Arrivano le vacanze e portano con sé la facilità di esposizione al sole, da osservare con una serie di accortezze che la dottoressa Alessandra Farnetti, responsabile della Dermochirurgia oncologica di Humanitas Gradenigo, ha ricordato ospite in studio nella trasmissione di “Motore Salute”.

Dottoressa Farnetti, come dobbiamo comportarci con il sole d’estate?

«La prima cosa da fare è evitare le scottature solari: non fa male esporsi al sole, quanto scottarsi. Inoltre, sarebbe meglio evitare l’esposizione nelle ore più calde; da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio occorrerebbe godere dell’ombra. Ed è poi necessario utilizzare i filtri solari che proteggano sia dai raggi UVB sia da quelli UVA e che siano adeguati alla tipologia della pelle: le persone con carnagione, pelle e capelli chiari tendono a scottarsi più facilmente e quindi devono utilizzare filtri solari più elevati. Chi invece ha la carnagione scura può ricorrere a filtri solari leggermente più bassi. È in ogni caso bene che l’esposizione sia graduale: la ricerca ha fatto enormi passi avanti e ci permette di disporre di filtri solari gradevoli anche al momento dell’applicazione».

È opportuno proteggersi da solo unicamente in vacanza?

«La protezione non va utilizzata solo in vacanza, ma più in generale ogni volta che ci si espone al sole, anche se solo per una gita. Un’attenzione speciale la meritano le zone delicate e foto-esposte come il viso, le mani, le orecchie e la testa degli uomini calvi. Perché il cuoio capelluto è molto delicato e le patologie cutanee legate a esposizioni solari incontrollate possono emergere anche a distanza di anni: possono passare persino 20-30 anni da scottature solari prima che si manifestino problemi affatto indifferenti».

Come bisogna comportarsi con i bambini?

«Una particolare attenzione va rivolta ai bambini sotto l’anno di età perché la loro pelle è estremamente delicata e sottile. Inoltre, le loro ghiandole sebacee non sono mature e dunque manca il filtro grasso protettivo, mentre le ghiandole sudoripare non sono mature e perciò i neonati non hanno una termoregolazione e corrono il rischio di un colpo di calore. Infine, non vi è la produzione di melanina, che funge da difesa della pelle. Ecco perché i bambini sotto l’anno di età non vanno esposti direttamente ai raggi ultravioletti. Anche quando diventano più grandi vanno esposti al sole con cautela e con la giusta protezione, senza dimenticare l’importanza di una buona idratazione».

Puoi guardare l’intera intervista alla dottoressa Alessandra Farnetti cliccando qui.