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Dolore cronico: l’innovativo trattamento con la stimolazione elettrica transcranica

La stimolazione elettrica transcranica è un trattamento di neuromodulazione che utilizza una corrente elettrica di bassissima intensità (tra 1 e 2 mA). Si tratta di metodica utilizzata in diversi ambiti, indicata per chi soffre di dolore cronico, di fibromialgia, e per chi ha cefalee croniche quotidiane farmaco resistenti.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Pietro Pignatta, responsabile di Neurologia di Humanitas Gradenigo.

Quali pazienti possono beneficiare della stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS)?

Questa metodica innovativa è rivolta a pazienti che afferiscono all’Ambulatorio di Neurologia, all’Ambulatorio di Terapia Antalgica e all’Ambulatorio di Reumatologia, naturalmente se lo specialista di riferimento ravvede i requisiti di indicazione al trattamento. In particolare quindi dà benefici a chi soffre di dolore cronico, di fibromialgia, per chi ha cefalee croniche quotidiane farmaco resistenti, o per coloro che non possono o vogliono prendere ulteriori medicinali.

Cos’è e come funziona la stimolazione transcranica a corrente diretta?

Il trattamento non è invasivo, ha una ottima tollerabilità ed è totalmente sicuro. Il paziente innanzitutto non necessita di particolari preparazioni, semplicemente gli viene posizionata sulla testa una cuffietta con due elettrodi a corrente di bassa intensità (tra 1 e 2 mA), che ha il compito di modulare l’ipereccitabilità della corteccia celebrale. Non ci sono controindicazioni e inoltre durante il trattamento non si avverte dolore o sensazioni fastidiose, al massimo nei primi 4-5 secondi si può sentire un lieve formicolio.

Quante sedute prevede il trattamento?

Il trattamento di tDCS si sviluppa in un ciclo di dieci sedute di 30 minuti ciascuna, pianificato a giorni alterni: i benefici sono dilazionati nel tempo e può anche essere ripetibile.

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