Il dolore cronico, quel tipo di dolore che si protrae per almeno 3 mesi o si manifesta in modo ricorrente nel tempo, può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana, limitando le attività e compromettendo il benessere psicofisico del paziente. Individuarne le cause e intervenire con trattamenti mirati è fondamentale per aiutare chi ne soffre a recuperare autonomia e qualità della vita. Ne hanno parlato sulle pagine de La Stampa il dottor Fabio Gobbi, direttore di Anestesia e Rianimazione di Humanitas Gradenigo, e il dottor Luigi Laudari, anestesista e responsabile della Terapia del Dolore di Humanitas Gradenigo e Humanitas Medical Care Principe Oddone.
Dolore acuto e cronico: l’importanza di un approccio multidisciplinare
Il dolore può essere acuto, quando compare improvvisamente in seguito a un trauma o a un intervento, oppure cronico, quando persiste nel tempo, spesso senza una causa immediatamente riconoscibile.
Come sottolinea il dottor Fabio Gobbi, il dolore non deve essere considerato una condizione con cui imparare necessariamente a convivere: oggi è possibile infatti intervenire attraverso percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati, che coinvolgono diversi specialisti.
L’approccio multidisciplinare rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali della terapia del dolore: anestesisti, ortopedici, neurologi, fisiatri e fisioterapisti collaborano per individuare il trattamento più indicato per ciascun paziente.
Il percorso di cura può comprendere trattamenti farmacologici, infiltrazioni ecoguidate e procedure mininvasive. Ci sono poi anche i trattamenti coadiuvanti come agopuntura e ipnosi.
Dolore femminile: riconoscere i sintomi e superare i tabù
Un’attenzione particolare è riservata alle patologie dolorose che interessano le donne, spesso sottovalutate o diagnosticate tardivamente.
Come spiega il dottor Luigi Laudari, condizioni come vulvodinia, dolore pelvico e nevralgia del pudendo possono compromettere profondamente la qualità della vita, influenzando la sfera intima, le relazioni personali e le attività quotidiane.
Queste problematiche possono avere origine multifattoriale e manifestarsi con sintomi differenti: bruciore e dolore intenso, anche durante i rapporti sessuali, fino a disturbi che rendono difficoltose attività comuni come stare sedute, indossare abiti attillati o praticare sport.
Nonostante siano condizioni sempre più conosciute, il percorso verso una diagnosi può richiedere anche diversi anni. Per questo è importante sensibilizzare le pazienti e incoraggiarle a rivolgersi a uno specialista fin dalla comparsa dei primi sintomi.
Anche in questi casi il trattamento richiede un approccio personalizzato, che può comprendere terapie farmacologiche, trattamenti infiltrativi, interventi di modulazione nervosa, riabilitazione del pavimento pelvico e supporto psicologico.

