La depressione post partum è una condizione frequente, diversa dal più comune baby blues. Diversi fattori possono causarla: sapere come riconoscerla e quando chiedere aiuto, permette di intervenire precocemente per il benessere della donna, del neonato e della famiglia.
Ne parliamo con la dottoressa Piera Rosso, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale di PsicoCare in Humanitas Medical Care Principe Oddone.
Cos’è e quali sono le cause della depressione post partum?
La depressione post partum è una forma depressiva che può manifestarsi nei mesi successivi al parto. Si tratta di una condizione clinica che colpisce circa il 16-18% delle neomamme, secondo le stime di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre il baby blues si presenta in circa il 70-80% delle donne subito dopo il parto.
Depressione post partum e baby blues non sono la stessa cosa e non sono sinonimi. Mentre il baby blues è una condizione lieve e transitoria di tristezza emotiva, molto frequente subito dopo il parto, la depressione post partum è una depressione clinica più intensa e prolungata, che può avere diverse cause:
- biologiche, come ad esempio, i livelli ormonali che dopo il parto subiscono variazioni rapide, che possono influenzare l’equilibrio dei neurotrasmettitori nel cervello e favorire l’insorgenza di sintomi depressivi.
- psicologiche, come la gestione dello stress, sentimenti di inadeguatezza nel nuovo ruolo genitoriale
- sociali, come le aspettative della famiglia, la pressione o la mancanza di un adeguato supporto sociale.
Anche eventi stressanti durante la gravidanza o nel periodo post-parto, una storia personale o familiare di disturbi dell’umore e la depressione costituiscono elementi di rischio.
Quali sono i sintomi e quando rivolgersi a un esperto?
I sintomi della depressione post partum, più intensi e persistenti rispetto alla sensazione di tristezza del baby blues, includono:
- tono dell’umore costantemente basso
- perdita di interesse nelle attività quotidiane
- affaticamento
- difficoltà di concentrazione
- ansia e tendenza all’isolamento
- sensazione di distacco emotivo dal bambino e difficoltà a prendersene cura.
Con questi sintomi che durano per più di due settimane e interferiscono con le attività quotidiane o compromettono la capacità di prendersi cura di sé e del neonato, è consigliabile rivolgersi a un professionista, come uno psichiatra o uno psicologo specializzato in salute mentale perinatale.
Come si cura la depressione post partum?
Per molte donne, la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale aiuta a comprendere e gestire i pensieri e le emozioni che accompagnano la depressione post partum. In alcuni casi può essere indicata anche una terapia farmacologica con antidepressivi, da valutare in relazione alla situazione clinica della madre e alla possibile compatibilità con l’allattamento, per ristabilire l’equilibrio emotivo a favore del benessere della madre, del neonato e della famiglia. Il coinvolgimento del partner e di altre figure di riferimento può rendere più sostenibile il percorso di recupero e aiutare a superare i momenti di difficoltà.
Depressione post partum: si può prevenire?
Monitorare l’umore e il vissuto emotivo prima del parto, attraverso questionari e colloqui con psicologi esperti aiuta a identificare precocemente i segnali di allarme. Inoltre, parlare apertamente delle proprie emozioni, coinvolgere il partner e cercare aiuto alla comparsa dei primi segnali di disagio non deve essere visto come un segno di debolezza, ma come un’azione responsabile verso il proprio benessere e quello della famiglia.
E nonostante la depressione post partum non sia completamente prevenibile, tuttavia uno stile di vita che favorisca il riposo, un’alimentazione equilibrata, un adeguato sostegno sociale e la conoscenza delle possibili modificazioni fisiologiche ed emotive dopo la nascita del bambino contribuiscono ad affrontare l’insorgenza dei sintomi in modo tempestivo e consapevole.

