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Ipertensione arteriosa


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Che cos’è l’ipertensione arteriosa? 

L’ipertensione arteriosa indica un’elevata pressione del sangue nelle arterie, dovuta al quantitativo di sangue pompato dal cuore e alla resistenza delle arterie al flusso sanguigno. Più che una patologia vera e propria, l’ipertensione arteriosa è da considerarsi un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari (come angina pectoris, infarto miocardico e ictus cerebrale). Nella misurazione della pressione arteriosa si prendono in considerazione due valori: la pressione sistolica (la “massima”) e la pressione diastolica (la “minima”); questi dipendono dalla contrazione (sistole) e dal rilassamento (diastole) del muscolo cardiaco tra un battito e l’altro. I valori considerati normali in un adulto sono compresi tra i 140/85 mmHg. La presenza di uno o di entrambi i valori superiori alla norma genera un quadro di ipertensione. Nello specifico, se ad aumentare è solo la pressione massima, si parlerà di ipertensione arteriosa sistolica; qualora invece risulti alterata la pressione minima, si parlerà di ipertensione diastolica. L’ipertensione sisto-diastolica, infine, prevede entrambi i valori superiori alla norma.

Quali sono le cause dell’ipertensione?

Innanzitutto è opportuno distinguere tra ipertensione arteriosa primaria e secondaria. L’ipertensione arteriosa primaria è la più frequente (circa il 95% dei casi) e non ha una causa ben definita. L’aumento dei valori della pressione è il risultato dell’alterazione dei meccanismi che sono deputati alla regolazione della pressione stessa (come, ad esempio, il sistema nervoso autonomo o sostanze circolanti che influiscono sulla pressione).

L’ipertensione secondaria, invece, è collegata alla presenza di patologie congenite o acquisite a carico di reni, surreni, cuore e vasi. In alcuni casi l’aumento dei valori della pressione arteriosa dipende dall’assunzione o dall’abuso di alcune sostanze (come per esempio la liquirizia, gli spray nasali, il cortisone, la pillola anticoncezionale, la cocaina e le amfetamine).

Quali sono i sintomi dell’ipertensione? 

L’ipertensione può essere asintomatica, soprattutto se ha un esordio progressivo: in questo caso l’organismo si abitua alla convivenza con i valori che tendono ad alzarsi lentamente e di conseguenza non manifesta l’alterazione con alcun sintomo.

In ogni caso i sintomi che possono accompagnare l’ipertensione arteriosa non sono specifici; potranno quindi essere sottovalutati o associati ad altro. Ne sono un esempio:

  • Alterazioni della vista
  • Perdite di sangue dal naso
  • Mal di testa, soprattutto mattutino
  • Stordimento e vertigini
  • Acufeni, tinniti

Nei casi di ipertensione secondaria, ai sintomi aspecifici possono associarsi quelli specifici della malattia responsabile dell’ipertensione.

Quali sono i fattori di rischio per l’ipertensione? 

I fattori che predispongono a un aumento dei valori pressori possono essere differenti. Per esempio:

  • Familiarità: la presenza in famiglia di soggetti affetti da ipertensione aumenta per gli altri componenti la probabilità di svilupparla.
  • Età: la pressione arteriosa aumenta con l’età, perché con l’invecchiamento i vasi arteriosi diventano più rigidi.
  • Alcol: un consumo eccessivo di sostanze alcoliche (più di un bicchiere al giorno per le donne, due per gli uomini) può contribuire all’innalzamento dei valori della pressione. 
  • Stress.
  • Sovrappeso e obesità
  • Sedentarietà: non è la sedentarietà in sé a far aumentare la pressione; occorre tuttavia considerare che lo svolgimento costante di un’attività fisica moderata contribuisce a tenere i valori nella norma.
  • Diabete: i soggetti diabetici presentano spesso un aumento della pressione arteriosa. 
  • Fumare: il fumo di sigaretta innalza i valori della pressione arteriosa; si pensi che dopo aver fumato, la pressione resta più alta per circa mezz’ora. Il fumo poi lede i vasi arteriosi. 
  • Mancanza di equilibrio di sodio e potassio: un’alimentazione troppo ricca di sodio o carente di potassio, può concorrere all’insorgere dell’ipertensione. 

Come si effettua la diagnosi di ipertensione arteriosa? 

Controllare a cadenza periodica la pressione è importante per individuare eventuali alterazioni. Diagnosticare precocemente l’ipertensione arteriosa permette di prevenire i danni che può causare, compreso l’insorgere di patologie cardiovascolari. La misurazione della pressione è lo strumento con cui si diagnostica l’ipertensione arteriosa. Dal momento che questa condizione è spesso asintomatica o comunque si accompagna a sintomi non specifici, i controlli andrebbero eseguiti periodicamente, soprattutto in presenza di fattori di rischio. Qualora venga diagnosticata l’ipertensione, il soggetto verrà invitato a sottoporsi a ulteriori accertamenti, allo scopo di controllare lo stato di salute del cuore, dei vasi e dei reni e per definire quindi la terapia più appropriata.