Ernie inguinali

Che cos’è l’ernia inguinale?

L’ernia inguinale è la dislocazione di un viscere addominale, ricoperto dal peritoneo che ne è il sacco, per via di un difetto nella parete del canale inguinale.

Le ernie inguinali possono essere dirette e indirette, a seconda di dove si trova il difetto della parete. Le forme indirette sono i due terzi delle ernie inguinali e possono in alcuni casi essere congenite, per l’incompleta chiusura del processo peritoneo-vaginale embrionale nel corso della discesa del testicolo nell’uomo.

L’ernia indiretta si colloca lateralmente ai vasi epigastrici inferiori e si caratterizza per la sporgenza del sacco erniario attraverso l’anello inguinale interno verso l’inguinale esterno e talvolta nello scroto.

La forma diretta invece è una debolezza nella fascia trasversalis, che ricopre posteriormente il canale inguinale, medialmente ai vasi epigastrici.

Si parla infine di ernia a pantalone quando si ha sia una componente diretta sia una componente indiretta.

L’incidenza globale di questa patologia nella popolazione si aggira intono al 4- 5% con valori che raddoppiano nel solo sesso maschile. L’incidenza aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età.

Quali sono i sintomi dell’ernia inguinale?

Inizialmente il paziente può avvertire solo bruciore a livello inguinale, soprattutto in seguito a uno sforzo fisico. Con il passare del tempo però, il sacco tende a ingrandirsi, fino a rendersi evidente sotto forma di tumefazione dolorosa; in caso di riduzione spontanea o manuale può aversi un alleviamento temporaneo della sintomatologia.

L’ernia tende a peggiorare, aumentando in dimensioni e anche in termini di dolore, fino al rischio di complicanze anche gravi, come l’incarceramento (quando l’ernia non è più riducibile manualmente), o lo strangolamento (quando risulta compromesso l’apporto ematico del viscere coinvolto): in questi casi può rendersi necessario un intervento chirurgico urgente.

Trattamenti

In caso di ernia inguinale la soluzione è chirurgica, né la terapia medica né quella conservativa infatti risultano efficaci. La procedura di riparazione è la stessa per ernie dirette e indirette.

L’intervento chirurgico può essere classico, eseguito mediante accesso anteriore con una piccola incisione a livello inguinale oppure laparoscopico, con accesso posteriore mininvasivo (tecnica TAPP). In entrambi i casi, l’intervento si pome come obiettivo la riduzione del viscere erniato nella cavità addominale, la plastica del difetto parietale e il rinforzo della parete posizionando una protesi.

La scelta dell’approccio tradizionale o di quello laparoscopico viene effettuata tenendo conto di diversi fattori come le caratteristiche dell’ernia, il quadro del paziente e le sue preferenze.

La laparoscopia risulta vantaggiosa in caso di:

  • ernia inguinale bilaterale, o sospetta bilaterale, perché consente l’osservazione di entrambi i canali inguinali e la riparazione di ambedue le ernie in un unico intervento;
  • ernia inguinale recidiva, perché evita l’utilizzo dell’accesso cutaneo usato in precedenza, passando posteriormente alla rete già collocata, con una maggiore sicurezza per il paziente;
  • ernia inguinale dello sportivo, garantendo una diagnosi differenziale rispetto ad altre patologie ortopediche, con una rapida ripresa dell’attività sportiva, soprattutto agonistica.

L’intervento tradizionale può essere eseguito in regime di Day Hospital, con il paziente in anestesia locale o locoregionale, mentre l’approccio laparoscopico mininvasivo richiede in genere l’anestesia generale (in alcuni casi è sufficiente l’anestesia locoregionale) e in regime di One Day Hospital.