Ernia dello sportivo

Che cos’è l’ernia dello sportivo?

La cosiddetta ernia dello sportivo non è in realtà una tipica ernia, ma una debolezza della parete posteriore del canale inguinale.

Questa condizione è riscontrata in oltre l’85% degli atleti che presentano dolore inguinale. A esserne colpiti sono soprattutto gli sportivi che praticano attività che richiedono rapidi cambiamenti di direzione, in particolare a livello dell’articolazione dell’anca come calcio, pallacanestro, atletica, tennis e hockey.

Si parla dunque di ernia dello sportivo in presenza di un dolore, di insorgenza acuta o cronica, che si verifica soprattutto nell’area inguinale, a livello del tubercolo pubico, ma in assenza di altre patologie (come l’ernia appunto) che possano spiegarne i sintomi.

Quali sono i sintomi dell’ernia dello sportivo?

La patologia si presenta con dolore, acuto o cronico, alla zona inguinale, nei pressi del tubercolo pubico.

Come si effettua la diagnosi?

È bene dunque che lo specialista si accerti dapprima che il dolore non sia dovuto a una causa esterna all’inguine, come il dolore radiculare lombosacrale, la prostatite, patologie ortopediche dell’anca o disturbi gastrointestinali.

La diagnosi si avvale di una risonanza magnetica.

Trattamento

La terapia è in prima battuta conservativa e solo laddove fallisse si rende necessario l’intervento chirurgico.

Le linee guida internazionali infatti indicano un periodo di riposo seguito dalla riabilitazione funzionale, per circa due mesi.

Se la terapia conservativa non è risolutiva, si procede con la chirurgia, al fine di ridurre la tensione a livello del legamento inguinale e ricostruire, mediante una rete, la debolezza della parete posteriore. La riparazione può essere eseguita con tecnica aperta oppure con approccio laparoscopico. In entrambi i casi, occorre identificare l’anatomia, riducendo le tensioni anomale del legamento inguinale.

In seguito a laparoscopia il recupero è più rapido e l’atleta può tornare precocemente all’attività sportiva agonistica; si pensi che già dopo una settimana dall’intervento è possibile riprendere l’allenamento in maniera graduale, e dopo circa 4 settimane riprendere del tutto.