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Visita geriatrica


A partire da quale età ha senso rivolgersi a un geriatra?

Il tema dell’età, in geriatria, è meno rigido di quanto si possa pensare. Tradizionalmente, la soglia di riferimento veniva individuata intorno ai 65 anni, un criterio più “concettuale” che clinico, legato all’idea storica di inizio dell’età anziana. Oggi però questa distinzione è diventata molto più sfumata. In linea generale, però, il riferimento dei 65 anni resta ancora oggi un punto di partenza utile, soprattutto in ottica preventiva. È da questa soglia in avanti che aumenta la probabilità di sviluppare più patologie contemporaneamente e di assumere terapie multiple, con conseguente necessità di una valutazione globale.

Che cos’è la visita geriatrica?

La visita geriatrica valuta le condizioni di salute della persona, non si concentra su un singolo organo o su una singola patologia, ma prende in carico la persona nella sua complessità. Con l’avanzare dell’età, infatti, è molto frequente la coesistenza di più condizioni cliniche: disturbi cardiovascolari, metabolici, cognitivi, motori. A questo si aggiunge spesso l’assunzione contemporanea di più terapie farmacologiche, che nel tempo possono sommarsi e diventare difficili da gestire.

Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare?

Spesso si manifestano attraverso segnali piccoli, quotidiani, che possono essere facilmente sottovalutati o attribuiti alla semplice “distrazione” o all’età che avanza: una dimenticanza in più del solito, un gesto automatico che diventa incerto, un’abitudine che si perde senza un motivo apparente.

Tra questi:

  • disturbi della memoria
  • difficoltà di linguaggio e nell’orientamento
  • variazioni nel modo di essere della persona.

A cosa serve la visita geriatrica?

Il geriatra identifica le fragilità e le malattie croniche che hanno un effetto negativo sull’autonomia delle persone. Questo serve per fare un piano di cure individuale finalizzato a prevenire i peggioramenti, evitare la disabilità e mantenere i migliori livelli possibili di qualità della vita.

Come si svolge visita geriatrica?

La visita si basa innanzitutto su un’anamnesi accurata e strutturata. Non si tratta solo di raccogliere informazioni sulla storia clinica, ma di ricostruire in modo dettagliato la vita quotidiana della persona: le abitudini, il livello di autonomia, le eventuali difficoltà nello svolgimento delle attività di tutti i giorni e i cambiamenti osservati nel tempo.

A questa prima fase segue la revisione di tutta la documentazione clinica disponibile. Se necessario, il geriatra può richiedere ulteriori accertamenti, sia laboratoristici sia strumentali, per approfondire aspetti specifici.

Quando emerge un sospetto di compromissione cognitiva, la valutazione si arricchisce con test neuropsicologici approfonditi. Si tratta di strumenti che consentono di analizzare in modo preciso le diverse funzioni mentali, come memoria, attenzione, linguaggio e capacità esecutive. L’obiettivo non è soltanto arrivare a una diagnosi, ma comprendere il profilo funzionale della persona, individuando i punti di forza e le aree di maggiore difficoltà su cui costruire eventuali percorsi di intervento.

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