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Tumore del pancreas: sintomi, fattori di rischio e prevenzione

Il tumore del pancreas è una delle neoplasie che, ancora oggi, è difficile da diagnosticare in fase precoce. Spesso silenzioso nelle sue fasi iniziali e rapidamente evolutivo, recenti proiezioni stimano che entro il 2030 potrebbe diventare la seconda causa di morte per cancro in entrambi i sessi. Il controllo dei fattori di rischio e quindi la prevenzione, ad oggi, restano le strategie più efficaci per ridurne l’incidenza.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Cristiano Oliva, Responsabile della Struttura Complessa di Oncologia di Humanitas Gradenigo.

Cos’è il tumore del pancreas?

Il pancreas è una ghiandola a forma allungata situata nella parte superiore dell’addome, dietro lo stomaco. Svolge due funzioni fondamentali: produce enzimi digestivi che vengono riversati nell’intestino (funzione esocrina) e secerne ormoni,  tra cui l’insulina, direttamente nel flusso sanguigno (funzione endocrina). La maggior parte dei tumori del pancreas origina dalle cellule del dotto pancreatico principale ed è classificata come adenocarcinoma duttale, la forma istologicamente più comune e anche più aggressiva.

Il pancreas è un organo profondo, circondato da strutture vascolari di primaria importanza – il tripode celiaco, la vena porta, l’arteria mesenterica superiore e la vena mesenterica – con le quali il tumore può instaurare rapporti di contiguità o invasione locale già in fase relativamente precoce. Questo ne condiziona la resecabilità chirurgica e, di conseguenza, la prognosi.

Tumore del pancreas: quanto è frequente?

Secondo le stime di uno studio pubblicato su Cancer Research, entro il 2030 il tumore del pancreas potrebbe diventare la seconda causa di morte per tumore in entrambi i sessi, dopo quelli del polmone. Infatti, mentre per il cancro al colon-retto e alla prostata si prevede una diminuzione della mortalità, grazie ai progressi nello screening e nelle terapie, per il pancreas la curva continua a salire, trascinata sia dall’invecchiamento della popolazione sia dall’assenza di strumenti efficaci di diagnosi precoce.

In Italia, le stime correnti indicano circa 14.000 nuove diagnosi di tumore del pancreas ogni anno, con un’età media di insorgenza che si attesta tra i 65 e i 73 anni, e con una tendenza all’anticipazione in entrambi i sessi.

Sintomi e segnali d’allarme: quali sono?

Come la maggior parte dei tumori solidi, il tumore del pancreas è asintomatico nelle prime fasi della sua evoluzione e, quando i sintomi compaiono, la malattia è spesso già avanzata.

I segnali d’allarme più frequenti, a cui prestare attenzione, includono:

  • calo di peso rapido e significativo, spesso accompagnata da perdita di massa muscolare. In alcuni casi il paziente perde 10-15 kg nel giro di poche settimane, ritrovandosi in condizioni generali compromesse prima ancora di aver ricevuto una diagnosi.
  • dolore localizzato nella parte alta dell’addome con irradiazione al dorso, spesso di carattere sordo e persistente.
  • diabete di nuova insorgenza o scompenso glicemico improvviso in pazienti senza precedente storia diabetica
  • ittero ostruttivo (colorazione giallastra di cute e sclere), quando il tumore comprime le vie biliari, che può essere accompagnato da prurito, urine scure e feci acoliche.

Tuttavia, nessuno di questi sintomi, da solo, permette di sospettare con certezza un tumore del pancreas, ma la loro comparsa, soprattutto insieme e in soggetti con fattori di rischio riconosciuti, deve spingere a rivolgersi a un medico per un approfondimento diagnostico.

Tumore del pancreas: fattori di rischio

La maggior parte dei fattori di rischio per il tumore del pancreas è legata allo stile di vita e, come tale, è modificabile. Questo significa che la riduzione del rischio individuale per questo tumore e la prevenzione oncologica passano anche attraverso le scelte quotidiane di ogni persona.

In particolare, tra i fattori di rischio principali per il tumore del pancreas si trovano:

  • fumo di sigaretta: il fattore di rischio modificabile più rilevante, dal momento che i fumatori hanno un rischio di ammalarsi circa doppio rispetto ai non fumatori
  • alimentazione e consumo di alcol: una dieta ricca di grassi saturi e un consumo elevato di alcolici sono associati a un aumento del rischio di sviluppare questa neoplasia. Al contrario, un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura e fibre, svolge un ruolo protettivo. La cosiddetta “dieta mediterranea” rimane il modello alimentare con la migliore evidenza di protezione oncologica generale
  • sovrappeso e sedentarietà: l’obesità e la mancanza di attività fisica sono fattori di rischio oncologico riconosciuti. Il grasso viscerale, in particolare, è associato a stati di infiammazione cronica di basso grado che possono favorire la trasformazione neoplastica delle cellule pancreatiche
  • diabete mellito di tipo 2: il diabete aumenta il rischio di sviluppare la neoplasia, ma può anche esserne una conseguenza
  • pancreatite cronica: l’infiammazione cronica del pancreas, spesso conseguenza di un consumo prolungato di alcol o di calcoli biliari, è un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo del tumore
  • predisposizione genetica: le forme ereditarie di tumore del pancreas sono rare ma esistono. Alcune mutazioni genetiche, tra cui quelle a carico dei geni BRCA1 e BRCA2, più noti per la loro associazione con il tumore della mammella e dell’ovaio, aumentano anche il rischio pancreatico. Anche alcune sindromi ereditarie, come la pancreatite ereditaria e la sindrome di Peutz-Jeghers, sono associate a un rischio aumentato. In questi casi, una consulenza genetica oncologica è fondamentale per definire un piano di sorveglianza personalizzato.

Diagnosi: come si accerta la presenza di tumore del pancreas?

Quando emerge il sospetto diagnostico, gli esami più utili per la diagnosi sono:

  • TC con mezzo di contrasto per la valutazione della massa pancreatica e dei suoi rapporti con i vasi.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto: fornisce informazioni complementari alla TC, con particolare utilità nella valutazione del coinvolgimento delle vie biliari.
  • Ecoendoscopia (EUS): esame che combina l’endoscopia digestiva con una sonda ecografica, consentendo di esplorare il pancreas dall’interno del duodeno e di visualizzare lesioni non rilevabili con l’ecografia transaddominale, spesso ostacolata dal gas intestinale, e di eseguire biopsie mirate attraverso la parete duodenale.
  • Biopsia delle metastasi: nei casi di malattia metastatica, la diagnosi istologica può essere ottenuta anche attraverso la biopsia di sedi secondarie, in particolare fegato o linfonodi.

Una volta confermata la diagnosi, il caso clinico viene discusso in un team multidisciplinare composto da chirurgo, oncologo, radiologo, gastroenterologo, anatomopatologo e, data la rapidità con cui la malattia può evolvere, anche da uno specialista in cure palliative e terapia del dolore.

Il trattamento: chirurgia, chemioterapia e cure di supporto

La chirurgia è l’unica opzione potenzialmente curativa per il tumore del pancreas, ma meno del 20% dei pazienti è candidabile a un intervento resettivo alla diagnosi.

Inoltre, la resezione pancreatica è tra le procedure chirurgiche addominali più complesse e richiede un’équipe altamente specializzata e una struttura con elevata casistica operatoria.

Le opzioni terapeutiche variano sulla base della malattia:

  • malattia localmente avanzata ma non ancora metastatica: la chemioterapia neoadiuvante può ridurre il volume tumorale e migliorare i rapporti con le strutture vascolari, aprendo la strada a un intervento chirurgico che inizialmente sembrava non praticabile (downstaging). Questo approccio rappresenta uno dei progressi più significativi degli ultimi anni nella gestione multidisciplinare di questa neoplasia. In casi selezionati e in Centri con esperienza, anche la radioterapia da sola o in associazione alla chemioterapia può rappresentare un’opzione terapeutica significativa con obiettivi analoghi.
  • malattia metastatica: l’obiettivo del trattamento è il controllo della malattia, il prolungamento della sopravvivenza e il mantenimento della qualità di vita. I chemioterapici oggi disponibili hanno migliorato la sopravvivenza mediana rispetto al passato, pur non guarendo la malattia nella maggior parte dei pazienti.

Per la sua velocità di progressione e per l’impatto sulla qualità di vita, il tumore del pancreas richiede che le cure di supporto e la terapia del dolore siano integrate fin dall’inizio nel percorso terapeutico.

Come si può prevenire il tumore pancreatico?

Ad oggi, la prevenzione primaria, con comportamenti mirati a ridurre il rischio individuale, rimane la strategia preventiva principale per il tumore del pancreas.

Le indicazioni per ridurre il rischio individuale includono:

  • non fumare, o smettere di fumare il prima possibile
  • seguire una dieta equilibrata, limitando i grassi saturi, le carni processate e il consumo di alcolici
  • mantenere un peso corporeo sano e praticare regolare attività fisica
  • effettuare controlli periodici in presenza di fattori di rischio noti o di familiarità per patologie pancreatiche.
  • non sottovalutare sintomi come calo ponderale inspiegabile, dolore addominale persistente o comparsa improvvisa di diabete, soprattutto in soggetti con fattori di rischio.

L’assenza di un programma di screening efficace – come nel caso del tumore della mammella o del colon-retto – rende difficile la diagnosi precoce nella pratica clinica.

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