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Maculopatia e diabete: lo screening con OCT e AI

L’OCT con intelligenza artificiale è un esame di imaging non invasivo che permette di valutare in modo rapido e accurato lo stato della macula nei pazienti con diabete e identificare precocemente eventuali segni di maculopatia.

Ne parliamo con la dottoressa Dora Cecilia Giobbio, oculista di Humanitas Gradenigo.

Screening OCT per la maculopatia: perché è rivolto solo ai pazienti diabetici?

Lo screening con OCT è proposto gratuitamente alle persone con diagnosi di diabete, poiché questa patologia cronica aumenta il rischio di sviluppare alterazioni retiniche, in particolare maculopatie. La macula è l’area centrale della retina responsabile della visione nitida e, a causa del diabete, la capacità visiva può ridursi in modo significativo.

L’OCT fa parte di un percorso dedicato alla prevenzione delle complicanze oculari del diabete, è un esame non invasivo e rapido che permette di distinguere i casi che necessitano di terapie urgenti (come ad esempio iniezioni intravitreali o nei casi più complessi un intervento chirurgico), da quelli che possono essere monitorati nel tempo.

Lo screening è dedicato esclusivamente ai pazienti diabetici, per garantire un accesso prioritario a chi ne ha reale necessità clinica.

Come si esegue l’OCT con Intelligenza Artificiale?

L’esecuzione dell’OCT con Intelligenza Artificiale (AI) richiede che il paziente guardi un’immagine all’interno di un’apparecchiatura che acquisisce sezioni ad alta risoluzione degli strati retinici. L’apparecchiatura ingrandisce in modo significativo le strutture della retina e produce un’immagine dettagliata che permette di valutare se la macula è integra oppure presenta alterazioni.

L’integrazione di un software di Intelligenza Artificiale all’esame permette di avere la massima precisione possibile dell’analisi delle immagini della retina rilevate durante l’OCT e identificare automaticamente punti di interesse e possibili alterazioni, facilitando il monitoraggio dell’evoluzione della maculopatia.

L’esame dura circa dieci minuti, non richiede dilatazione pupillare né anestesia, è completamente non invasivo e può essere eseguito dall’ortottista.

Ogni quanto va ripetuto l’esame?

La frequenza dello screening dipende dalle condizioni cliniche del paziente e dal controllo del diabete. Nei pazienti senza alterazioni e con un buon equilibrio glicemico, l’OCT può essere ripetuto anche a distanza di un anno. Se invece il diabete mostra un peggioramento, l’esame va ripetuto più rapidamente, nell’arco di alcuni mesi.

I pazienti che necessitano di iniezioni intravitreali vengono inseriti in un percorso terapeutico strutturato in Humanitas Gradenigo che prevede cicli di trattamento e controlli OCT programmati. Nei casi che richiedono un intervento chirurgico, l’intervento spesso risulta urgente e il follow‑up è più ravvicinato comprendendo visite settimanali nelle prime fasi post‑operatorie, seguite da controlli mensili.

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