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Ortho Center: presentati a Genova i risultati preliminari dei programmi perioperatori

In occasione della VI Conferenza Internazionale dell’Alpha Alpha Beta Chapter di Sigma Nursing, tenutasi a Genova nel mese di giugno, sono stati presentati i risultati preliminari dei programmi perioperatori dedicati ai pazienti dell’Ortho Center di Humanitas Gradenigo sottoposti a Chirurgia protesica di anca e ginocchio.

Lo speech, inserito all’interno del workshop internazionale SIGMA–ERAS Italia destinato alle innovazioni organizzative e assistenziali nei percorsi chirurgici, ha illustrato l’esperienza maturata presso l’Ortho Center nell’implementazione dei modelli assistenziali orientati al recupero precoce e sicuro post intervento e alla continuità della presa in cura all’interno di Humanitas Gradenigo.

Focus della presentazione i risultati preliminari osservati nella pratica clinica, tra cui:

  • riduzione della degenza media di 2 giorni per la protesi di ginocchio e di 1,5 giorni per la protesi d’anca;
  • mobilizzazione precoce in giornata 0 nel 99,83% dei pazienti trattati con protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery).
  • PROMs (Patient-reported outcome measures) che restituiscono una percezione globale positiva della persona assistita, con margini di miglioramento nel recupero delle attività sportive e ricreative complesse.

“Possiamo affermare che i risultati, in linea con quanto riportato in letteratura – afferma Monica Rolfo Direttore dei Servizi Assistenziali Sanitari delle strutture Humanitas di Torino – indicano come la combinazione della messa in pratica del protocollo ERAS e della Prehabilitation costituisca un modello organizzativo efficace per ottimizzare il percorso perioperatorio nella Chirurgia protesica maggiore.

Se da un lato gli esiti riferiti dal paziente evidenziano un divario tra successo chirurgico e soddisfazione soggettiva, ci risulta chiaro, e anzi lavoreremo ancora di più su questo aspetto, che il percorso deve includere interventi di follow-up mirati e programmi di educazione terapeutica volti alla gestione delle aspettative e al reinserimento completo del paziente nelle attività sociali e ricreative, al fine di migliorare sempre di più l’esperienza e la qualità della vita di chi si sottopone a intervento chirurgico.

La sfida futura – prosegue Monica Rolfo – sarà quella di integrare in modo sempre più strutturato gli indicatori clinici e i PROMs valorizzando la multidisciplinarità, come anche il ruolo di infermiere e fisioterapista, sempre più importante nell’intero percorso perioperatorio, agendo attivamente sulla sfera educativa e motivazionale per allineare l’eccellenza chirurgica all’oggettiva ripresa delle attività di vita quotidiana del paziente”.

Conclude Monica Rolfo: “Un altro elemento organizzativo del percorso assistenziale, emerso durante la presentazione che è risultato vincente, e che è stato frutto di un intenso lavoro, è stato il counseling di gruppo dei pazienti con il team multiprofessionale nella fase pre-operatoria e un successivo passaggio in palestra con il fisioterapista per una parte dedicata alla educazione motoria. Questo elemento conferma ulteriormente l’attenzione rivolta al paziente e al suo comfort, garantendo la presa in cura in un’unica struttura che evita anche faticose e inutili frammentazioni”.

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