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Neuropsicomotricità nei bambini: cos’è, quando serve e perché aiuta a crescere

La neuropsicomotricità è un percorso che accompagna il bambino nella crescita attraverso ciò che gli riesce più naturale, ovvero muoversi, giocare, esplorare. Nei primi anni di vita, infatti, il corpo è il suo principale linguaggio per esprimere emozioni, costruire relazioni, sviluppare pensiero e autonomia. La neuropsicomotricità valorizza proprio questo legame profondo tra corpo, emozioni e mente, offrendo uno spazio sicuro in cui il bambino può crescere in modo armonico.

Ne parliamo con la dottoressa Emanuela Nicolasi, neuropsicomotricista in Humanitas Medical Care Principe Oddone.

Cos’è e a cosa serve la neuropsicomotricità?

La neuropsicomotricità è una disciplina del neurosviluppo che utilizza il gioco motorio, il movimento spontaneo, l’espressività corporea e la relazione con l’adulto per accompagnare il bambino nella crescita, lavorando contemporaneamente su abilità motorie, competenze cognitive, regolazione emotiva e relazioni sociali.

Nei bambini, la neuropsicomotricità è particolarmente utile tra 0 e 8–10 anni, quando il linguaggio corporeo è ancora la forma principale di comunicazione e di esplorazione del mondo. Infatti, quando un bambino salta, corre, si arrampica o “fa finta di”, non sta solo giocando, ma sta imparando a conoscere sé stesso e il mondo. Il movimento gli permette di capire come funziona il proprio corpo, sperimentare limiti e possibilità, esprimere emozioni che non sa ancora raccontare con le parole, costruire sicurezza e fiducia.

La neuropsicomotricità è indicata per tutti i bambini, in particolare però è utile quando sono presenti disturbi del neurosviluppo, tra cui:

  • ADHD
  • Ritardo intellettivo
  • Disturbi dello spettro autistico
  • Disprassia
  • Disturbo della coordinazione motoria
  • Disgrafia.

Inoltre, la neuropsicomotricità può dare benefici nei casi in cui si osservino nel bambino timidezza marcata, difficoltà nel gioco con i coetanei e difficoltà di attenzione, anche in assenza di diagnosi di disturbi del neurosviluppo.

L’esperto di neuropsicomotricità è un terapista dell’età evolutiva che collabora con pediatra, neuropediatra e altre figure professionali a supporto dello sviluppo neurocognitivo e motorio e della prevenzione di eventuali difficoltà. In particolare, la neuropsicomotricità aiuta il bambino a:

  • migliorare equilibrio, coordinazione, motricità fine e globale, percezione del proprio corpo e orientamento nello spazio.
  • riconoscere e gestire emozioni come rabbia, paura, entusiasmo. Il bambino impara a calmarsi, a modulare l’impulsività e a sentirsi competente.
  • sostenere attenzione, memoria, capacità di risolvere problemi, creatività e pensiero simbolico.
  • collaborare, rispettare le regole, gestire i turni, sviluppare empatia e capacità di stare con gli altri.

Come si svolge una seduta di neuropsicomotricità?

Una seduta di neuropsicomotricità dura in genere 45–60 minuti e si svolge in una sala attrezzata con tappeti, cuscini, palle, cerchi, teli, materiali morbidi e altri oggetti che permettono al bambino di fare esperienza, muoversi e giocare anche in gruppo.

Il terapista non dirige la seduta in modo rigido, sebbene il percorso di neuropsicomotricità sia strutturato, ma osserva, sostiene e rassicura lasciando al bambino la libertà di esprimersi.

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