I polipi intestinali sono una condizione frequente che interessa il colon e il retto. Nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni benigne. Tuttavia, se non rimossi precocemente, alcuni possono evolvere nel tempo in tumore del colon-retto. Per questo motivo, riconoscerli e trattarli precocemente è un passaggio fondamentale nella prevenzione oncologica.
Ne parliamo con il dottor Mohammad Ayoubi, Responsabile Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva di Humanitas Gradenigo.
Cosa sono i polipi intestinali?
I polipi del colon sono un’anomalia della crescita della mucosa che riveste la parete interna del colon e del retto. Si presentano come piccole formazioni che possono variare per dimensioni, da pochi millimetri (circa 2 mm) fino a diversi centimetri (anche 40 mm).
I polipi del colon sono piuttosto comuni, soprattutto con l’avanzare dell’età. Si stima che fino al 40% delle persone intorno ai 65 anni possa sviluppare uno o più polipi intestinali. Questo dato sottolinea l’importanza dei programmi di screening nella popolazione adulta.
Dal punto di vista biologico, molti polipi appartengono alla famiglia degli adenomi. Queste lesioni, pur essendo inizialmente benigne, possono nel tempo trasformarsi in forme maligne. È proprio questa potenziale evoluzione a rendere i polipi intestinali clinicamente rilevanti: la loro identificazione e rimozione consente infatti di interrompere il processo che porta allo sviluppo del tumore del colon-retto.
Polipi intestinali: quali sono i fattori di rischio?
Alcuni fattori possono aumentare la probabilità di sviluppare polipi intestinali:
- età avanzata
- dieta ricca di grassi e povera di fibre
- obesità
- fumo
- consumo eccessivo di alcol
- familiarità per polipi intestinali o tumore del colon-retto
La presenza di una storia personale o familiare di polipi o tumore del colon aumenta ulteriormente il rischio e rende ancora più importante seguire programmi di controllo regolari.
Quali sono i sintomi dei polipi intestinali?
Nella maggior parte dei casi, i polipi intestinali non provocano sintomi. Molte persone non sanno di averli finché non vengono individuati durante un esame diagnostico del colon, spesso per altri motivi.
L’assenza di sintomi rende fondamentale aderire ai programmi di screening. Identificare e trattare i polipi in fase precoce permette di prevenire la loro evoluzione in tumore maligno.
Come si diagnosticano i polipi intestinali?
La diagnosi dei polipi intestinali si basa principalmente su esami endoscopici, in particolare sulla colonscopia, che rappresenta lo strumento più efficace sia per l’identificazione sia per il trattamento.
In alcuni casi possono essere utilizzati anche esami radiologici, ma la colonscopia rimane l’esame di riferimento perché consente un approccio completo.
La colonscopia è una procedura che permette di visualizzare direttamente l’interno del colon e del retto. È considerata il metodo più efficace per la prevenzione del tumore del colon-retto perché consente di:
- individuare polipi di qualsiasi dimensione
- rimuoverli durante lo stesso esame (polipectomia)
- identificare eventuali tumori in fase iniziale
Dopo l’asportazione, i polipi vengono sottoposti ad analisi istologica. In base al risultato, viene definito il programma di controlli successivi.
Qual è il ruolo dello screening?
Lo screening del colon-retto è uno strumento fondamentale di prevenzione, consigliato a partire dai 50 anni d’età, tenendo presente che alcune linee guida suggeriscono di anticipare ai 45 anni.
Lo screening del colon-retto prevede:
- la ricerca del sangue occulto nelle feci
- la colonscopia, nei soggetti positivi al test o direttamente come esame di prevenzione
I programmi di screening hanno dimostrato di ridurre significativamente l’incidenza e la mortalità del tumore del colon-retto, proprio grazie alla diagnosi precoce e alla rimozione dei polipi.
L’efficacia dello screening è supportata anche dai dati clinici. Tra il 2022 e il 2025, presso l’Endoscopia Digestiva di Humanitas Gradenigo sono state eseguite 18.704 colonscopie (9.996 donne, età media 64 anni; 8.708 uomini, età media 65 anni), con 5.958 polipectomie, di cui 4.184 adenomi. Questi numeri evidenziano quanto sia frequente il riscontro di polipi e quanto sia rilevante la loro rimozione precoce.
Quali sono i trattamenti per i polipi intestinali?
Il trattamento dei polipi intestinali consiste nella loro rimozione, generalmente effettuata durante la colonscopia. Questa procedura, chiamata polipectomia, è sicura ed efficace nella maggior parte dei casi.
L’asportazione del polipo non è solo terapeutica, ma anche preventiva perchè elimina una lesione che potrebbe evolvere in tumore. Dopo la rimozione, il follow-up viene stabilito in base alle caratteristiche istologiche del polipo.
Si possono prevenire i polipi intestinali?
La prevenzione dei polipi intestinali, e quindi del tumore del colon-retto si basa su due elementi principali:
- l’adesione ai programmi di screening (prevenzione secondaria)
- uno stile di vita sano, che includa alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e riduzione dei fattori di rischio (prevenzione primaria)
In particolare, la diagnosi precoce e la rimozione dei polipi rappresentano oggi la strategia più efficace per prevenire il tumore del colon-retto.

