Il Centro di diagnosi e cura dei disturbi di gusto e olfatto di Humanitas Gradenigo, guidato dal dottor Luca Raimondo, punto di riferimento a livello nazionale per chi soffre di alterazioni di questi due sensi, si arricchisce ulteriormente grazie alla collaborazione in ambito psicologico.
La percezione ridotta o distorta dell’olfatto (anosmia, iposmia o parosmia) non è solo un deficit sensoriale, ma un problema che incide in maniera importante sulla qualità di vita e sul benessere psicologico delle persone che ne soffrono. Per questo, il Centro di diagnosi e cura dei disturbi di gusto e olfatto di Humanitas Gradenigo propone una presa in carico completa e multidisciplinare del paziente, avvalendosi di un’equipe di otorinolaringoiatri, endocrinologi, radiologi, neurologi, nutrizionisti e psicologi, che seguono il paziente dalla diagnosi del disturbo al supporto durante il trattamento, fino al monitoraggio della terapia.
Approfondiamo l’argomento con il dottor Luca Raimondo, responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Allergologia e del Centro di diagnosi e cura dei disturbi di gusto e olfatto dell’ospedale Humanitas Gradenigo e con la dottoressa Francesca Vigna, psicologa specialista in riabilitazione olfattoria sempre di Humanitas Gradenigo.
Come funziona il percorso di riabilitazione olfattoria?
La riabilitazione non deve essere intesa come un semplice esercizio, ma come un vero e proprio processo cognitivo. Il protocollo di riabilitazione olfattoria adottato in Humanitas Gradenigo è quello sviluppato dal ricercatore tedesco Thomas Hummel negli anni 2000 e validato in letteratura, a cui è stato affiancato anche un percorso di supporto psicologico. Questa integrazione è molto importante perché il paziente viene seguito sia da un posto di visto otorinolaringoiatrico per la valutazione dell’andamento del percorso, sia da uno psicologo per il sostegno durante l’intera riabilitazione e ridurre così la perdita di aderenza e motivazione.
Il percorso di riabilitazione ha una durata variabile – fino ad un massimo di un anno – e si svolge domiciliarmente. Trattandosi dunque di un iter che per il paziente può essere impegnativo, l’essere seguito da un punto di vista psicologico può aiutare a ridurre lo scoraggiamento e l’abbandono del trattamento.
Quali sono i momenti dell’iter riabilitativo?
- Visita otorinolaringoiatrica: il percorso inizia in ambulatorio, dove il paziente che avverte un calo quantitativo o qualitativo dei sensi viene sottoposto a una valutazione clinica completa. Questo passaggio permette di definire l’entità del sintomo e individuare le patologie responsabili delle alterazioni.
- Colloquio di inizio trattamento: qualora venga prescritto il protocollo di riabilitazione olfattoria, il paziente incontra la dottoressa Francesca Vigna, psicologa specialista in riabilitazione olfattoria, per un colloquio valutativo. In questo primo incontro viene dato un’attenzione alla sfera psicologica: infatti i disturbi dell’olfatto sono spesso legati a stati ansiosi, depressivi o alterazioni del comportamento alimentare, fattori che possono influenzare significativamente la compliance, ovvero la capacità di aderire con costanza alla terapia. Durante questo primo incontro si indagano tali aspetti con finalità preventiva, per poi passare all’illustrazione della metodica e alla consegna di un kit di oli essenziali da utilizzare a casa.
- Monitoraggio della terapia: dopo tre mesi dalla prima valutazione si svolge un colloquio di controllo con la dottoressa Vigna, mentre al sesto mese l’otorinolaringoiatra effettua esami specifici per rivalutare gusto e olfatto. Se gli esiti sono positivi, il percorso si conclude; in caso contrario, si procede con un ulteriore monitoraggio a nove mesi e una valutazione finale al termine del primo anno sia con l’otorinolaringoiatrica che con la psicologa.
Il corretto inquadramento diagnostico permette una precisa presa in carico terapeutica e riabilitativa finalizzata a risolvere la causa di questi disturbi o a ridurre l’entità dei sintomi ed il loro conseguente impatto sulla qualità di vita del paziente.

