Si stima che circa 10 milioni di italiani soffrano di dolore cronico, quindi parliamo di circa il 20-25% della popolazione che nell’arco dell’esistenza è coinvolto da questo tipo di problema, con cui non è facile convivere e che anzi molto spesso condiziona la qualità di vita di chi ne soffre. L’ambulatorio di terapia antalgica di Humanitas Gradenigo si occupa proprio della diagnosi e trattamento dei pazienti che soffrono di dolore acuto o cronico.
Il dottor Luigi Laudari, anestesista e responsabile di terapia antalgica in Humanitas Gradenigo, ha approfondito l’argomento in una puntata del programma InSalute in onda su GRP TV.
Quando un dolore può definirsi cronico?
Il dolore diventa cronico per definizione quando supera i tre mesi di durata, andando oltre la normale capacità dei tessuti di rigenerarsi. Non va presa in considerazione solo la durata temporale del dolore, ma anche la sua acuità e continuità. Un dolore acuto e continuo, infatti, impatta enormemente sulla qualità della vita di chi ne soffre: dal sonno, alla quotidianità, alla funzionalità lavorativa, allo sport, ma soprattutto sull’umore. “È importante che chi soffre di dolore cronico non pensi che debba essere sopportato a oltranza perché oggi esistono diverse soluzioni per poterlo trattare” spiega il dottor Laudari.
Cos’è la terapia del dolore?
La terapia del dolore è una branca della medicina impegnata nel trattamento del dolore cronico, ossia quello che persiste nonostante gli iniziali trattamenti convenzionali. Spesso questa specialità viene confusa con le cure palliative, da cui però è importante distinguerla: mentre le cure palliative si occupano di trattare i sintomi che il paziente manifesta nella fase finale della vita, la prima si occupa di dolore generalizzato e “benigno”.
Quali pazienti vengono trattati?
I pazienti trattati con percorsi di terapia del dolore sono molto variegati, anche se sicuramente la patologia più comune è il mal di schiena. Segue poi anche sciatalgia, ernia, cervicalgia, dolori neuropatici (ad esempio dopo il Fuoco di sant’Antonio), dolore trigeminale, dolori muscolo-scheletrici delle piccole articolazioni e tendiniti.
Un tema poco conosciuto, ma molto diffuso, riguarda anche il dolore pelvico, che si sviluppa in regione pelvica (basso addome e bacino) ed è particolarmente difficile da trattare e diagnosticare: “Spesso questo tipo di dolore arriva alla nostra attenzione con un ritardo nella diagnosi di circa tre anni” racconta il dottor Laudari.
Il dolore pelvico può essere classificato in sottogruppi tra cui:
- vulvodinia: condizione che colpisce spesso giovani donne;
- nevralgia del pudendo: condizione che colpisce anche la popolazione maschile in tutte le fasce d’età. Si può sviluppare ad esempio dopo interventi chirurgici, infezioni, oppure in pazienti sportivi, come i ciclisti che sono continuamente sottoposti a microtraumi da sellino.
È fondamentale riconoscere e trattare queste patologie perché hanno un impatto particolarmente deciso sulla qualità della vita e sulle normali funzionalità.
Come si svolge la visita?
La visita con il terapista del dolore si svolge in più fasi: inizia con il momento di anamnesi, in cui viene raccolta la storia del paziente (patologie pregresse, eventuali terapie che sta eseguendo, attività lavorativa, abitudini quotidiane) e del suo dolore (quando è cominciato, le caratteristiche, l’impatto sulla vita quotidiana, sullo stile di vita e sull’umore).
Successivamente la visita continua sul lettino per esaminare attentamente il paziente ed eseguire una corretta diagnosi, comprendendo la tipologia del dolore di cui soffre e pianificando i trattamenti migliori da intraprendere.
Quali sono i trattamenti disponibili in Humanitas Gradenigo?
I trattamenti per il dolore cronico sono diversi: dalla terapia farmacologica, alle infiltrazioni, alle tecnologie più recenti come la neuromodulazione.
La terapia farmacologica è sicuramente un grande aiuto e sempre più la ricerca mette a disposizione molte più soluzioni rispetto a prima per riuscire a trattare il dolore. Accanto ad essa ci sono poi una vasta gamma di opzioni disponibili, come ad esempio le infiltrazioni, trattamenti indolori, eseguiti tramite il controllo dell’ecografia o dei raggi X per poter agire in modo mirato sul problema all’interno dell’articolazione o nel nervo responsabile del dolore. In questa categoria rientrano le infiltrazioni peridurali, una soluzione usata comunemente perché particolarmente efficace e sicura, utilizzata soprattutto quando la problematica deriva dall’ernia del disco e problemi di sciatalgia.
Presso il centro di terapia antalgica di Humanitas Gradenigo viene svolta poi una tecnica particolarmente avanzata: la neuromodulazione. Questo trattamento viene eseguito in sala operatoria: attraverso un piccolissimo ago, controllato tramite l’utilizzo dell’ecografo o dei raggi X, ci si avvicina al nervo responsabile della trasmissione del dolore per poterlo trattare con radiofrequenze, di tipo pulsato o continuo.
Altra terapia disponibile è la crioablazione, che consiste nel creare una piccola bolla di ghiaccio che permette di interrompere la trasmissione del dolore dalla parte periferica del corpo alla parte centrale.
A seconda delle problematiche da trattare, si sceglie il trattamento migliore e più indicato per il paziente.
Una volta trattato il dolore acuto e persistente passa del tutto?
Questo dipende dalla tipologia di dolore: il dolore acuto, quando ha un’origine chiara e se trattato con tempistiche corrette, può risolversi completamente; il dolore cronico invece è una patologia più complessa.
In caso di dolore cronico dovuto a problematiche ortopediche per malattie concomitanti, le terapie proposte possono essere mirate a un recupero della funzionalità e una riduzione del dolore di circa il 50-70%, garantendo al paziente un ritorno alle normali attività quotidiane.
Le procedure eseguite sono poi ripetibili con tempistiche e modalità personalizzate per trattare il dolore cronico nel tempo.

