La tossina botulinica, comunemente chiamata botulino, è una proteina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Nota per essere una delle neurotossine più potenti conosciute, in medicina viene utilizzata in dosi estremamente basse e controllate. In ambito neurologico rappresenta oggi una terapia consolidata per diverse condizioni, dalla spasticità all’emicrania cronica.
Ne parliamo con il dottor Gabriele Imbalzano, neurologo di Humanitas Gradenigo.
Come agisce la tossina botulinica
La tossina botulinica ad uso medicale è un farmaco iniettivo che, usato da medici esperti, permette di determinare una paralisi muscolare flaccida reversibile e localizzata, ottenuta grazie a dosaggi minimi che non producono effetti sistemici.
La sua azione avviene a livello della giunzione neuromuscolare, la struttura che permette al nervo di “comunicare” con il muscolo, mediante un meccanismo che consiste nell’inibire, cioè bloccare, il rilascio di un neurotrasmettitore chiamato acetilcolina, implicata nella contrazione muscolare.
In questo modo, la tossina botulinica impedisce la trasmissione dell’impulso nervoso al muscolo, determinando un rilassamento temporaneo e controllato. Dopo alcuni mesi, le terminazioni nervose ripristinano le proteine necessarie alla trasmissione dell’impulso e la funzione muscolare torna progressivamente come prima. Per questo motivo il trattamento deve essere ripetuto nel tempo.
Botulino: in quali patologie neurologiche è indicato?
In neurologia la tossina botulinica viene impiegata in diverse condizioni caratterizzate da iperattività o alterazioni del tono muscolare. Tra le principali indicazioni all’uso di questa terapia si trovano:
- spasticità, spesso conseguente a ictus o altre lesioni del sistema nervoso centrale, caratterizzata da aumento del tono muscolare e rigidità;
- distonie, disturbi del movimento che provocano posture anomale e contrazioni muscolari involontarie;
- blefarospasmo ed emispasmo facciale, con contrazioni involontarie dei muscoli del volto;
- scialorrea, ovvero eccessiva salivazione;
- iperidrosi, sudorazione eccessiva, in particolare ai palmi delle mani (sudorazione palmare);
- emicrania cronica, come terapia di profilassi.
Le indicazioni per l’uso della terapia con tossina botulinica sono precise e definite da linee guida specifiche per ciascuna patologia.
Come si esegue il trattamento?
La somministrazione della tossina botulinica avviene tramite iniezioni locali con aghi molto sottili, spesso gli stessi utilizzati per l’insulina, per ridurre al minimo il fastidio. Prima dell’iniezione, la tossina botulinica deve essere diluita con soluzione fisiologica. In genere sono necessari più punti di iniezione nella stessa seduta.
L’effetto compare generalmente tra i 2 e i 7 giorni dopo il trattamento e dura in media dai 3 ai 6 mesi. Il trattamento può essere ripetuto nel tempo, quando termina l’effetto del botulino, senza un limite di sedute. La durata della risposta dipende dall’entità del disturbo e da caratteristiche individuali della trasmissione neuromuscolare.
Botulino: sicurezza e controindicazioni
Alle dosi utilizzate in ambito neurologico, la tossina botulinica non determina effetti sistemici, poiché l’azione resta localizzata al sito di iniezione. In alcuni casi possono manifestarsi effetti collaterali locali e transitori, come lieve dolore, gonfiore o piccoli ematomi nel punto di iniezione. Se la tossina viene inoculata in un punto non corretto del muscolo o a dosaggio non adeguato, può verificarsi una debolezza muscolare indesiderata nella zona trattata. Per questo motivo è fondamentale che la procedura sia eseguita da personale esperto.
Nella spasticità e in altre condizioni che richiedono iniezioni in muscoli profondi, si utilizzano spesso la guida ecografica e l’elettromiografia per localizzare con precisione il muscolo bersaglio ed evitare strutture vascolari o nervose.
Le controindicazioni principali alla terapia botulinica possono riguardare pazienti affetti da patologie neuromuscolari, come la miastenia gravis, o altre condizioni che compromettono la trasmissione nervo-muscolo. Per questo motivo è necessaria una valutazione specialistica approfondita prima di iniziare il trattamento.
Tossina botulinica e distonie cranio facciali
Tra le principali indicazioni neurologiche della tossina botulinica rientrano il blefarospasmo, l’emispasmo facciale e la sindrome di Meige.
Il blefarospasmo è un disturbo del movimento caratterizzato da una contrazione involontaria (spasmi) delle palpebre, solitamente bilaterale, che ne determina la chiusura. Di conseguenza può determinare, nelle forme più severe, una limitazione della vista. Si può accompagnare a secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo negli occhi e fastidio alla luce (fotofobia). Il trattamento principale prevede iniezioni multiple di tossina botulinica a livello periorbitale – intorno agli occhi -, in particolare nei muscoli delle palpebre (pretarsali e presettali) e, nei casi indicati, dei muscoli corrugatori. Il trattamento riduce temporaneamente la contrazione involontaria dei muscoli e ha un’efficacia elevata, con un tasso di miglioramento che raggiunge l’80-90% dei casi. Le terapie farmacologiche (ad esempio alcune benzodiazepine) risultano generalmente meno efficaci, mentre in rari casi può essere necessario il ricorso alla chirurgia (blefaroplastica).
L’emispasmo facciale consiste in contrazioni involontarie dei muscoli di un lato del viso, prevalentemente nella regione periorbitaria, e possono estendersi alla guancia e alla bocca. Più spesso riconducibili a una compressione vascolare della zona di uscita della radice del nervo facciale, in alcuni casi può essere conseguenza di una pregressa paralisi del nervo facciale (paralisi di Bell). La terapia con tossina botulinica, eseguita con microiniezioni in punti specifici del volto, rappresenta la terapia sintomatica di prima linea, con un’efficacia superiore al 90%.
La sindrome di Meige è una forma più rara di distonia che associa il blefarospasmo a una distonia orofacciale caratterizzata da movimenti involontari della bocca e della mandibola, che può coinvolgere anche i muscoli deputati alla masticazione. Anche in questo caso, la terapia con tossina botulinica rappresenta il trattamento sintomatico principale.
In tutte e tre le condizioni, il piano terapeutico con tossina botulinica non segue uno schema fisso ma viene personalizzato per ciascun paziente in termini di muscoli trattati, dosaggio e frequenza delle sedute, che si ripetono generalmente ogni 3-4 mesi. Gli effetti collaterali, tra cui ptosi palpebrale, diplopia e secchezza oculare, sono rari e generalmente transitori, in quanto l’azione della tossina è per sua natura temporanea.

