La Chirurgia vertebrale conta sull’esperienza del dottor Caldo

chirurgia vertebrale

«Mi occupo esclusivamente di patologie della colonna vertebrale – spiega il chirurgo che utilizza tecniche endoscopiche e mininvasive -. L’endoscopia vertebrale rappresenta una metodica dai molti vantaggi perché limita l’impatto chirurgico sul paziente e consente un recupero più celere».

 

Nuova équipe di Chirurgia vertebrale in Humanitas Gradenigo: è diretta dal dottor Davide Caldo, medico chirurgo specialista in Ortopedia. La sua attività è dedicata alla Chirurgia vertebrale, inclusa quella endoscopica e mininvasiva. «Mi occupo esclusivamente di patologie della colonna vertebrale – spiega il dottor Caldo -: dal classico mal di schiena (lombalgia) alle ernie discali, dalle fratture osteoporotiche a quelle vertebrali, dalla patologia della colonna cervicale a quella dell’articolazione sacro-iliaca, nonché di tutti gli altri casi che possono riguardare la colonna vertebrale».

Il dottor Caldo utilizza la chirurgia mininvasiva per il trattamento di ernie del disco, lombalgia, dolore cervicale, cervicobrachialgia, sciatalgia, scivolamento vertebrale (nei casi di spondilolisi, spondilolistesi, instabilità), scoliosi degenerativa, sindrome del canale stretto e altro. Tra le sue competenze figura anche un’ampia esperienza nell’utilizzo di svariate metodiche innovative, tra le quali si segnalano le stabilzzazioni mini-invasive con accesso anteriore, posteriore e postero-laterale, le stabilizzazioni percutanee cervicali e lombari, la decompressione laser del disco intervertebrale e l’endoscopia vertebrale per ernia del disco cervicale e lombare.

Proprio l’endoscopia vertebrale rappresenta oggi una metodica non ancora diffusa che offre però grandi vantaggi perché limita l’impatto chirurgico sul paziente e gli permette un recupero più celere: «L’intervento in endoscopia, che può essere eseguito in day surgery e in anestesia locale, prevede l’accesso alla colonna vertebrale attraverso una piccola incisione di pochi millimetri all’interno della quale viene inserita la cannula dell’endoscopio per raggiungere il punto di interesse – conferma il dottor Caldo -. Una volta posizionata la cannula, vengono inseriti la microcamera incaricata di visualizzare direttamente l’area da operare nonché gli strumenti miniaturizzati necessari all’intervento».

L’evoluzione dell’endoscopia vertebrale ne ha fortemente ampliato l’applicazione: «Il più avanzato dei sistemi – prosegue il dottor Caldo – prevede l’accesso alla colonna attraverso il forame, ovvero le aperture posteriori tra una vertebra e l’altra e dalle quali fuoriescono le radici nervose. Sono proprio queste ultime a diramarsi dal midollo spinale per diventare i nervi che raccolgono le sensazioni dalla periferia del corpo e trasmettono con appositi segnali gli “ordini” di movimento dal cervello». Ernie discali, stenosi laterale e artrosi vertebrale sono tra le tante patologie che possono essere trattate con questo tipo di tecnica: «Rispetto agli interventi cosiddetti “open”, caratterizzati da maggiori incisioni, la moderna letteratura medica conferma che gli interventi in endoscopia vertebrale sono meglio tollerati dai pazienti, con un tasso di complicazione inferiore soprattutto per quel che riguarda le recidive – conclude il dottor Davide Caldo -. La maggiore precisione di questo tipo di procedura chirurgica riduce di molto la formazione di tessuti cicatriziali post-intervento, principale causa d’insuccesso della chirurgia tradizionale».