Calcolosi delle vie urinarie: il professor Muto a Tg2 Medicina 33

giovanni muto

Mercoledì 2 gennaio il professor Giovanni Muto, responsabile dell’Urologia di Humanitas Gradenigo, è stato ospite di Medicina 33, la rubrica quotidiana del Tg2 dedicata alla salute. Il professor Muto ha parlato di calcolosi delle vie urinarie, un problema molto diffuso soprattutto tra gli uomini che hanno superato il 40esimo anno di età.

«I calcoli renali– ha premesso Laura Berti, conduttrice e curatrice del programma televisivo del Tg2 – sono sassolini che possono essere piccolissimi o raggiungere anche le dimensioni di una pallina da tennis». Colpiscono circa il 3 per cento della popolazione e vedono a rischio, in modo particolare, gli uomini che hanno superato i 40 anni di età. «La disidratazione è il fattore di rischio maggiore – ha confermato il professor Muto – ed è la spiegazione del fatto che spesso la calcolosi delle vie urinarie riguarda le persone anziane».

Come si eliminano i calcoli? Il professor Muto ha citato i sistemi farmacologici che si utilizzano quando il calcolo è più piccolo di mezzo centimetro, ma anche le tecniche chirurgiche mininvasive che permettono di risolvere il problema.«Attraverso sottilissime fibre ottiche di pochi millimetri – ha spiegato il responsabile dell’Urologia di Humanitas Gradenigo – il chirurgo può risalire all’interno della vescica e poi nell’uretere. Può quindi estrarre con un’apposita pinza i calcoli minori o, attraverso fonti d’energia come il laser, frammentare il calcolo fino a ridurlo in polvere per poi estrarne i frammenti maggiori. In questo modo, da un piccolo forellino si può estrarre un calcolo di grosse dimensioni».

Come mai il tipico dolore da calcolo renale viene avvertito nella parte lombare? «Perché il cervello del dolore è nel rene – ha risposto il professor Muto -. Il rene ha una capsula ripiena di piccoli sensori dolorifici che, distesa dalla dilatazione del rene per via dell’ostruzione del calcolo, si tende e produce quel dolore tipico che dalla regione lombare si irradia al testicolo o alle grandi labbra».

Bere tanta acqua”: è un consiglio davvero valido? «Assolutamente sì – ha replicato l’urologo di Humanitas Gradenigo – Per eliminare il calcolo fino a espellerlo è consigliato bere acqua con un residuo fisso molto basso, mentre per la prevenzione occorre bere almeno due litri e mezzo d’acqua al giorno. In questo caso va bene qualunque acqua, anche quella del rubinetto. Nel 50 per cento dei casi i calcoli possono recidivare: ecco perché bere tanto diventa fondamentale».

E a tavola? «Occorre ovviamente stare attenti anche all’alimentazione – ha concluso il professor Giovanni Muto -. Quella ricca di carne può ad esempio indurre alla formazione di piccoli nuclei di una matrice di acido urico. Più in generale, chi ha avuto un calcolo deve studiarsi e seguire un assetto metabolico che lo porti a capire il motivo di una super produzione di soluti (calcio, magnesio, fosforo,acido urico) nell’urina per poi darsi una regolata».

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